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L’Icaro sardo ha un sogno lungo 100 km

Il sassarese Stefano Mosca racconta la sfida al record di percorrenza in volo nell’isola che affascina i piloti di parapendio

SASSARI. L’Icaro sardo ha un sogno. Sfida il cielo con ali non di cera ma c’è, appeso a una vela di alluminio e nylon, lassù, da dove gli uomini rimasti soli a terra diventano via via sempre più piccini. L’Icaro sardo sul suo parapendio sale e ancora non si è scottato nel sole, e continua a insistere: prima o poi la mitica barriera dei cento chilometri in linea verrà infranta.


Nessun calcolo. Mestiere, personalità e spirito di avventura, insieme alla capacità di sapersi godere la libertà, per aria ma restando con i piedi per terra. E sognando di valicare la barriera centenaria. Un’idea Stefano Mosca ce l’ha. «Si potrebbe decollare da Bortigali, arrivare a Bolotana e piegare verso Buddusò e Alà dei Sardi, ma così al massimo fai 60 chilometri e trovi la costa, con la brezza di mare che ti mette giù. Un volo più lungo si può tentare vicino al Limbara, mentre un'altra ipotesi è quella di prendere come punto di riferimento Bolotana e da lì attraversare la pianura, come ha già fatto Roberto Loru, quindi agganciare il Gennargentu e proseguire la rotta verso Sud. Ancora, un tentativo si potrebbe fare prendendo come punto di partenza l’Ogliastra, risalire la costa verso Baunei e Urzulei, puntare su Cala Gonone... ma poi? Non è così semplice, bisogna infatti anche valutare il luogo dell’atterraggio, e non puoi farlo certamente in una valle stretta o tra le rocce».

L’attesa. E il record dei 100 chilometri sardi resta lì, in attesa. Aspetta chi saprà trasformarlo da sogno in realtà, cogliendo l’occasione al volo.