Made in Usini per sognare l’Eccellenza

Il ds Antonello Satta fa il punto sulla campagna acquisti e sul campionato

USINI. Dopo oltre cinque lustri giocati nel campionato di Promozione, per i tifosi dell’Usinese la categoria inizia a stare un po’ stretta. Ogni anno la squadra parte con buoni propositi, alla ricerca del salto di categoria ma durante il percorso qualcosa si sfalda facendo cadere il sogno. Il club rossoblu, che ha una lunga storia e una tradizione calcistica consolidata, ha tutte le carte in regola per inserirsi nel calcio che conta a livello regionale e l’Eccellenza sarebbe un obiettivo da perseguire con un po’ più convinzione. La volontà da parte della società è sempre esistita e lo testimoniano i notevoli sforzi fatti ogni anno per allestire una squadra di valore con l’inserimento giocatori di esperienza che possano dare quel salto di qualità richiesto.

Per la nuova stagione ormai alle porte, in casa rossoblu si respira aria nuova con l’arrivo di tanti dirigenti alla loro prima esperienza, tutti di Usini, che hanno apprezzato la nuova politica della società, quella di puntare soprattutto sul “prodotto” fatto in casa. Sarà quindi un’Usinese a trazione locale con un alto numero di giocatori cresciuti nelle giovanili del club. Tra i graditi rientri spiccano quelli di Pietro Piga, Pierluigi Giua e Dario Gaddia.

Abbiamo chiesto al direttore sportivo Antonello Satta alcune impressioni sulla nuova stagione dell’Usinese.

Nuovo campionato, nuovo allenatore e tanti nuovi arrivi, pensa che la squadra si sia rinforzata rispetto allo scorso anno?

«Abbiamo improntato la nostra campagna acquisti, come ormai è ben noto, riportando in squadra alcuni giocatori locali di valore che negli ultimi anni hanno militato in altre società. Contiamo molto sul loro entusiasmo, sull’impegno e soprattutto sull’attaccamento alla maglia, componenti utili per dare quel tocco in più di entusiasmo anche ai nostri tifosi. Anche per quanto riguarda la scelta del nuovo mister Omar Rivolta è stata dettata dalla voglia di questo ragazzo di mettersi in luce con entusiasmo, non avendo mai allenato squadre di categoria superiore. Omar ha sempre lavorato con i giovani e anche per lui questa nuova esperienza è stimolante. Sono sicuro che darà buoni frutti».

Cosa vi ha spinto a scegliere Omar Rivolta come nuovo mister?

«E’ un tecnico che ha lavorato bene lo scorso anno con la juniores valorizzando tanti dei nostri giovani, molti dei quali interessanti che sicuramente il prossimo campionato verranno inseriti in prima squadra. Contiamo e crediamo molto su questo giovane allenatore e potrà lavorare tranquillamente grazie alla sua esperienza maturata prima come grande giocatore, poi alla guida delle giovanili».

Che ruolo potrà recitare l’Usinese nella prossima stagione calcistica?

«Il nostro obiettivo è quello di fare un buon campionato, giocandocela con tutti in ogni campo senza avere l’assillo del risultato a tutti i costi».

Era da tanto che l’Usinese non aveva un numero così alto di giocatori locali nella rosa, ci spiega questa nuova politica.

«Con grande entusiasmo sono entrati in società tanti dirigenti locali, quindi abbiamo deciso all’unanimità di puntare sullo zoccolo duro della squadra con l’inserimento di giocatori locali che negli anni hanno dato tanto all’Usinese. Questo anche per cercare di riavvicinare il pubblico che avrà un motivo in più per venire al Peppino Sau per vedere ragazzi che sono nati qui. Abbiamo preso, inoltre, anche altri giocatori esperti come Andrea Bagniolo, Marco Mariano due graditi ritorni e Riccardo Faedda che potrebbero darci qualcosa in più assieme ai confermati Luca Rusani, Antonio Bonetto e agli altri locali Gianni Piredda, Francesco Derosas, Andrea Merella e Andrea Delogu. Sono sicura che di entusiasmo ce ne sarà tantissimo».

Ogni anni si parte con l’obiettivo del salto di categoria, sarà la volta buona?

«Questo potrà dirlo soltanto il campo, l’impegno sarà massimo: puntiamo come
detto, a disputare un buon campionato. Promettiamo solo tanto impegno, soprattutto da parte della società. Il compito più importante spetta ai giocatori, sono loro che vanno in campo, ma sono certo che non tradiranno le aspettative, nostre e dei tifosi».

Franco Cuccuru

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