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La Dinamo inizia a scaldare Sassari

Bagno di folla in piazza Santa Caterina. Applausi e risate per i biancoblù con la complicità di Geppi Cucciari

SASSARI. Un bagno di folla tutto sassarese, tanto per iniziare a prendere confidenza con l’ambiente, poi di nuovo via per le tappe previste dal precampionato. La nave della Dinamo getta l’ancora in piazza Santa Caterina, l’equipaggio scende per salutare il suo popolo e fa il pieno di applausi. Dopo il rientro a Olbia, è già tempo di scendere in campo, con la quarta amichevole precampionato.

Dopo la serata di mercoledì alle tenute Sella&Mosca, dedicata a sponsor e autorità, giovedì sera è stata la volta del tradizionale saluto nel cuore del centro storico cittadino. In una piazza stracolma di tifosi e appassionati, la nuova Dinamo si è fatta trascinare da Geppi Cucciari in un confronto serratissimo, fatto di battute, prese in giro e grasse risate. La madrina dei biancoblù ha punzecchiato giocatori e staff, alla scoperta di segreti e curiosità personali su quelli che saranno i protagonisti della nona stagione consecutiva del club sassarese nella massima serie. Coach Esposito, mattatore della serata di mercoledì, stavolta si è limitato a fare da spalla.

«Lei quando giocava era El Diablo – ha detto Geppi al coach –, ora stia tranquillo che la chiameremo Su Diaulu. A proposito, perché non è abbronzato?». «In queste settimane non abbiamo visto la piscina o il mare neppure in cartolina – ha risposto Esposito –, solo camere d’albergo, sale riunioni e il palazzetto».

Un’ovazione ha accolto il capitano Jack Devecchi, mentre il Commando, dalle retrovie, illuminava la piazza con torce e fumogeni e iniziava ad allenare la voce per la nuova stagione. Poi discorsi seri e meno seri: da Ousmane Diop («il mio sogno è aiutare chi ha bisogno, soprattutto nel mio paese. Lavorerò in Europa, ma poi mi piacerebbe tornare in Senegal», a Daniele Magro, che si dichiara appassionato di cucina. «Il suo piatto preferito è il pasticcio di melanzane della nonna – ha detto Geppi –. È perfetto, perché è capitato nella terra della mirinzana». Con Jack Cooley che conferma di parlare nel sonno: «Cosa dico? Non lo so, in quei momenti sto dormendo». Applausi e risate. Ovazione anche per l’ex nemico Achille Polonara, alla seconda stagione a Sassari. «Cosa ho imparato in questo anno? Che non bisogna mai rifiutare quando un sardo ti offre qualcosa.

Chiusura per Stefano Sardara. «I ragazzi stanno bene insieme e questo è un bel segnale. Il percorso

è lungo, e bisogna solo lavorare. A Sassari chiedo ciò che ha sempre fatto: sostenerci. Se ognuno farà la propria parte, ci sarà da divertirsi e con il divertimento arriveranno anche i risultati». «Ragazzi – ha salutato Geppi – fateci sognare da svegli!».


 

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