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Notte di festa ad Alghero Desini: «Ci speravo, ma...»

Gli azzurri del beach soccer si godono un successo europeo atteso da ben 13 anni La gioia degli organizzatori: «Lo sport si conferma una carta vincente per l’isola»

SASSARI. Ventiquattro ore dopo la festa azzurra sul litorale di San Giovanni, alle porte di Alghero, al posto dei calciatori sudano gli operai incaricati di far sparire tribune, spogliatoi e tutto quello che ha trasformato la spiaggia in un impianto sportivo. Nella Riviera del Corallo è tempo di bilanci per le squadre che hanno partecipato alle fasi finali degli Europei di beach soccer e per il comitato che ha raccolto la sfida di portare in Sardegna la manifestazione e ora si gode il suo trionfo. Roberto Desini, delegato nazionale della Lega Dilettanti e vicepresidente del comitato regionale della Figc, è stato il motore di una macchina che non ha perso un colpo. «Speravo che tutto andasse bene – racconta in un day after che sa ancora di festa – ma le cose sono andate meglio di ogni previsione. Le finali di Alghero resteranno nella storia del nostro sport».

Bilancio positivo?

«Molto positivo. Siamo soddisfatti sia dal punto di vista organizzativo che sportivo. Non era così scontato è invece ha funzionato tutto in maniera perfetta. Alghero ha risposto alla grande e la Nazionale si è superata mettendo le mani su un titolo che stavamo aspettando da 13 anni».

Cominciamo dall’organizzazione. Chi deve ringraziare?

«Intanto il Comitato regionale della Figc che ha sposato il progetto del beach soccer fin dal primo momento. Poi la Fondazione Alghero che ci ha dato una grossa mano e poi la Lega Dilettanti. Sibilia mi ha nominato delegato per il beach soccer partendo da un presupposto che sembrerebbe scontato ma non lo era. La Sardegna è una regione con centinaia di chilometri di spiagge ma fino all’inizio di quest’anno era ai margini della disciplina. La Lega ha provato a invertire la rotta e in otto mesi l’isola ha ospitato la giornata inaugurale del campionato di serie A e, adesso, gli Europei».

Si aspettava tanta gente ad Alghero?

«Ci speravo ma anche in questo caso la realtà ha superato le aspettative. I responsabili della Bsww - la società della Fifa che si occupa del beach soccer - ci hanno detto che non avevano mai visto un pienone come quello dei giorni scorsi, con la gente in fila e le tribune esaurite. Devo riconoscere che i successi della nazionale ci hanno aiutato».

Parliamo allora dell’aspetto sportivo. Anche in questo caso è stato un trionfo.

«Nella conferenza stampa che ha inaugurato gli Europei avevo detto di sperare che la nostra squadra arrivasse alla finale. In realtà aspettavamo questo titolo da ben 13 anni. I ragazzi sono stati bravissimi e hanno avuto dalla loro anche un pizzico di fortuna. Ma anche questo va messo nel conto».

Ieri ad Alghero è stata festa grande.

«Difficile mantenere la calma dopo una vittoria come quella contro la Spagna. E’ stata una serata magica che sarà ricordata a lungo».

Che cosa lasciano gli Europei all’isola?

«Confermano quello che vado dicendo da tempo. Che lo sport può servire per allungare la stagione turistica e che è uno straordinario strumento per far conoscere la nostra isola. La scorsa settimana Alghero ha ospitato 400 tra atleti e tecnici di sedici paesi diversi. E gli alberghi si sono riempiti di accompagnatori e tifosi. E’ stato un successo anche dal punto di vista economico».

Prossimi appuntamenti col beach soccer?

«Il Comitato regionale ha deciso di creare un dipartimento riservato alla disciplina e di varare, già dalla prossima estate, un campionato sardo. Credo che sarà un altro successo perchè in quest’isola c’è tutto quello che serve: il clima giusto, le spiagge e tanta passione».

A.L.