«Dalla Sardegna alla Cina, La mia Dinamo è pronta per conquistare il mondo»

La prova del nove per la Dinamo, e un presidente che vive la sua ottava meraviglia consecutiva nella serie A di basket. La Dinamo è pronta, come ogni ottobre dal 2010 a oggi curiosa di scoprirsi e di...

La prova del nove per la Dinamo, e un presidente che vive la sua ottava meraviglia consecutiva nella serie A di basket. La Dinamo è pronta, come ogni ottobre dal 2010 a oggi curiosa di scoprirsi e di farsi scoprire nelle occasioni che valgono due punti dopo una attenta messa a punto avviata stavolta ben prima dell’estate. Un po’ perché la società stavolta si è premurata di affrettarsi a procedere con le conferme desiderate, un po’ perché senza playoff non c’era altro da fare. Ed è stato fatto.

Presidente Stefano Sardara, che squadra ha visto in questo convincente precampionato?

«Una squadra che rispecchia in maniera perfetta la filosofia che volevamo seguire e quella del coach. Una squadra che mi sembra abbia molto carattere e tanta voglia di fare, e di fare bene. Una squadra molto fisica e lunga. Come società ci siamo impegnati per avere un roster più lungo possibile, anche per evitare le sciagure degli anni precedenti. L’anno scorso avevamo esordito in Supercoppa senza play e guardia titolari».

Quest'anno il tuffo a freddo nel mare della stagione agonistica è in Europa. Ed è già adesso. Come avete studiato la Dinamo nella sua versione oltre confine, anche considerando che l’anno scorso non è che sia andata proprio benissimo?

«Ci siamo preparati mettendocela tutta, come sempre. Due anni fa siamo arrivati a un passo dalle Final four, abbiamo sempre cercato di far bene ma lo sport è fatto di meriti e di altri fattori che non sempre puoi controllare in toto, così la scorsa stagione siamo usciti da tre competizioni ogni volta per mezzo canestro, Europa inclusa. Ma questo non toglie che ci siamo impegnati al massimo».

Si parte senza Smith. cos’ha?

«Un infortunio rognoso, una bella botta, un versamento da riassorbire nei tempi necessari. Ma abbiamo tutta la stagione davanti, non vogliamo forzare».

E’ uno degli uomini di Esposito.

«Abbiamo costruito la squadra intorno a lui».

C’è anche Pierre ancora da inserire.

«Mi sembra che si stia inserendo bene, a Genova e a Sassari al Trofeo Anselmi lo ha già fatto vedere. Poi, nel complesso aiuta molto il fatto di avere una squadra lunga. Anche con il quintetto tutto italiano non abbiamo sfigurato. Siamo cresciuti anche sotto questo aspetto».

Sardara e Esposito, due caratteri forti. Come procede la convivenza?

«Siamo due del ‘69, stessa generazione. Enzo vuol far bene e io non posso che essere contento. Abbiamo già fatto tanto assieme, non abbiamo bisogno di “annusarci” ulteriormente, ci conosciamo da 4 anni, ci siamo incontrati anche due anni fa, non sono una novità io per lui e non lo è lui per me. Siamo arrivati all’incontro preparati».

Nuovo anno e nuova Dinamo, anche sotto il profilo della società.

«Abbiamo inserito soprattutto un amministratore delegato, ero a capo di troppe cose e abbiamo allargato la catena di comando, permettendo a ciascuno di fare ancora meglio quel che già faceva. Sta funzionando, siamo soddisfatti sia sotto il profilo degli abbonamenti che degli sponsor, abbiamo fatto tutto quello che serviva per andare in campo, e ora bisogna andare in campo».

Dinamo è anche Academy Cagliari in A2. Una risorsa o un costo?

«Mai vista come un costo, e non lo rappresenta. La Academy si regge su entrate autonome, da Sassari non esce un euro. E’ un progetto a lunga gittata che sta ripagando ampiamente le attese. Nel primo anno abbiamo faticato un po’ a prenderci le misure reciprocamente con la città, e questo sarà un anno importante. Ma il progetto resta strategico, e non abbiamo il minimo ripensamento».

L’ampliamento del PalaSerradimigni?

«Non è un tema nostro, siamo molto vigili come parte interessata, sono stati fatti dei passi in avanti, aspettiamo il progetto definitivo e l’appalto perché i tempi stringono ma il sindaco Sanna è sul pezzo, e tutto andrà come programmato».

Dinamo oltre confine in Europa, ma anche oltre. cos’ha portato la tournée in Cina della Academy?

«È stata una tappa molto importante per l’internazionalizzazione del nostro brand, unita a quella negli Emirati. Ci si conosce, si creano connessioni, si esporta il marchio. A volte ci sono risultati e a volte no, ma queste trasferte
produrranno risultati concreti».

L’obiettivo della Dinamo sul campo?

«Vogliamo vincere, ovvio, e vincere il più possibile. Ma l’obiettivo come ogni anno resta lo stesso: divertirci e divertire i tifosi, E se ci riusciremo le vittorie verranno di conseguenza».

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