La Cantera, un Sorso di gioventù

Il progetto di Asara e Fini funziona. Educazione sportiva e gioco in uno spazio urbano recuperato

SASSARI. Cantera, “cava” in spagnolo, è un termine utilizzato per indicare le scuole calcio e il settore giovanile gestiti da società sportive, quindi equivalenti al termine italiano “vivaio”, ossia una scuola dove si iniziano a muovere i primi passi verso lo sport.

Prima ancora che di calcio, però, si parla di educazione sportiva. La Cantera Sorso nasce con questo proposito: insegnare ai ragazzi come ci si comporta dentro il campo, quindi il rispetto delle regole, dell’avversario e del compagno, dell’arbitro e via dicendo, sia fuori dal campo rispettando la struttura che li ospita, dei tifosi e rispetto per la vita dentro lo spogliatoio.

Il progetto Cantera nasce dall’idea di due ex calciatori professionisti, Marco Asara e Michele Fini, che pur avendo fatto di una passione il proprio lavoro, si propongono di trasmettere i valori e i principi educativi dello sport grazie anche alle diverse esperienze vissute in tanti anni di attività, prima come giocatori e poi da allenatori.

La “Casa Cantera” è un impianto sportivo, ubicato in Viale Porto Torres a Sorso, che nasce dalle ceneri di un campo costruito a fine Anni ‘90 e mai realmente fruito dalle associazioni finché il progetto ha cambiato la storia di questo spazio sportivo, contribuendo a valorizzare l’arredo urbano della periferia di Sorso. Oltre a questo, rappresenta un punto di partenza decisivo per lo sviluppo di tante iniziative promosse dalla società.

«Apprezziamo molto i regolamenti imposti dal Csi – esordisce Marco Asara – perché sono in piena sintonia con tutto quanto trasmettiamo ogni settimana ai nostri tecnici, ai bambini e anche ai genitori. Questo progetto è perfettamente in linea con quello del Cagliari Calcio, di cui siamo Academy per la Scuola Calcio. Una collaborazione che ci consente di aumentare le competenze attraverso la continua formazione anche nei corsi Csi, nei quali lo stesso Bernardo Mereu, responsabile di tutte le Academy del Cagliari, è stato docente nei giorni scorsi».

Il Csi Sassari dal 2010 ha deciso di insistere su regole specifiche e ritagliate appositamente per l'attività sportiva riservata alla fascia d'età compresa fra i 5 e i 12 anni. Proprio per mettere in secondo piano il risultato a vantaggio dei principi del gioco.

«Credo che il risultato interessi a tutti- prosegue Asara – non facciamo gli ipocriti. Ma dico con forza che non può arrivare a discapito di bambini. Perché le categorie dei più piccoli servono per includere tutti e far sentire parte del gruppo anche coloro che in un primo momento sono più indietro ma i cui passi in avanti, anche se poco visibili, regalano enormi soddisfazioni umane, oltre che sportive». Michele Fini, impegnato con il suo Penãrol fresco vincitore del campionato di “clausura” in Uruguay, vive da lontano l’evoluzione della Cantera.

«Io e Michele ci sentiamo più volte durante la settimana – prosegue Marco Asara – perché abbiamo sempre condiviso ogni passaggio e contenuto della Scuola Calcio e del settore giovanile, che ci impegna nelle
categorie Giovanissimi e Allievi. Ci ha spinto a fondarla il desiderio di riportare il calcio alle vecchie regole della strada, quello in cui l’unica imposizione era giocare e divertirsi. E vedere giocare nel nostro campo tanti bambini ci dice che siamo sulla buona strada».



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