Dall’oratorio allo stadio Olimpico

I bambini del “Beata Vergine Assunta” protagonisti anche a livello nazionale

NULVI. 3 maggio 2014. Lo Stadio Olimpico di Roma si veste a festa per la finale della Coppa Italiat ra Napoli e Fiorentina. Ma da queste parti tutti ricordano la gara giocata dai ragazzi dell’Oratorio Beata Vergine Assunta che, a una manciata di minuti dall’ingresso in campo di Insigne e compagni, calcavano la stessa erbetta dei campioni per l’ultimo atto della Junior Tim Cup, in torneo griffato Lega Serie A, Tim e Csi.

Il risultato finale non premiò i ragazzi guidati da Pierpaolo Pilo e Francesco Latte, sconfitti da Udine solo ai calci di rigore. Ma la coppa di vicecampioni d’Italia alzata al cielo dal capitano Matteo Secchi fu un riconoscimento per tutta la Sardegna e una certificazione del lavoro, educativo e tecnico, svolto dalla Don Bosco Nulvi che già un anno prima, nel 2013, disputò a San Siro le finali nazionali della Gazzetta Cup. Due eventi di straordinaria portata mediatica che portano con sé evidenti contenuti educativi. A Roma, per esempio, prima della finale, in una sala gremita da ragazzi provenienti da tutta Italia, il criminologo Massimo Picozzi presentò il fenomeno “bullismo” e le sue tragiche conseguenze. Un momento di formazione, quello capitolino, che ha dato il la alla Don Bosco Nulvi per promuovere temi sensibili a favore dell’educazione attraverso lo sport.

«Abbiamo ritenuto di costruire insieme ai genitori il modo di ripensare la gestione del piccolo atleta – sottolinea il tecnico Nicola Careddu – e per questo abbiamo ospitato Manolo Cattari, psicologo dello sport che ci ha aiutato a calarci nel ruolo genitoriale con gli occhi dei nostri figli. È stata un’esperienza utile soprattutto perché spendibile nell’immediato: esempi concreti di quotidianità che ci hanno permesso di migliorare il rapporto con i bambini e consentirgli una crescita decisamente più equilibrata».

Oggi la Don Bosco Nulvi supera i 150 iscritti tra
tutte le categorie, dai Micro-Micro fino alla squadra Amatori che disputa il campionato di Eccellenza Csi. Ciò significa che in futuro ci sarà un’opportunità per tutti, a prescindere dalle proprie qualità tecniche, di continuare a fare sport anche nelle categorie amatoriali.



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