Matrimonio e riscatto nel 2019 di Fabio Aru

Il ciclista sardo ha ripreso gli allenamenti in Piemonte e fra un po’ sarà in Spagna: «Il 2018 anno orribile, ora definiremo il programma e con Valentina... la data»

ROMA. Sorride, Fabio Aru. Il Cavaliere dei Quattro Mori dopo una lunga, tonificante vacanza ha ripreso ad allenarsi e dalla sua base di Lugano sfodera sorrisi social fin sulle strade del Piemonte, dove pedala in salita con alcuni compagni.

Fabio Aru ripartirà ufficialmente da la Playa de La Pineda, a Tarragona, dove dal 10 al 22 dicembre la sua Uae Emirates si prepara a porre le basi per la stagione ciclistica che verrà. Una stagione che, per il suo corridore più atteso, può rappresentare la svolta, o comunque l'occasione per il riscatto dopo le delusioni patite nell'anno solare in corso e culminate con la rinuncia al Mondiale su strada a Innsbruck: un Giro d'Italia con ritiro e una Vuelta con caduta, nell'annus horribilis di Aru non è mancato niente, fra dubbi, delusioni e fallimenti.

Fabio, con tenacia tutta sarda, ha tuttavia cominciato a guardare lontano e, ciclismo a parte, ha fissato un paletto importante nella vita privata: il matrimonio. Come ha confidato a Tuttobici, «a fine stagione io e Valentina ci sposeremo». E già questo è un punto di svolta. Aru è desideroso di rimettersi in gioco in una stagione in cui - a 28 anni e mezzo - ci sarà poco spazio per i sogni e le ambizioni, ma necessità di risultati. «Non mi era mai capitato di vivere una stagione così negativa - le parole di Aru -: il momento più difficile è stato quando mi sono accorto di dover rinunciare al Mondiale in Austria».

Il primo dilemma da risolvere nella nuova stagione è il seguente: Giro o Tour? Se ne parlerà in questo primo campus stagionale della squadra nata negli Emirati Arabi e che avrà come base il Gran Palas hotel. «Ancora nulla si sa sui programmi - ammette lo scalatore di Villacidro –. Vedremo il da farsi. C'è tempo per pianificare, sicuramente valutereremo bene e poi sceglieremo».

Di certo, Aru resta un
punto fermo della squadra e poi c'è quell'appuntamento di fine stagione: il più bello e il più importante. «La data è da definire - spiega Aru a Tuttobici - ma il grande passo è deciso». Un modo per voltare pagina e ricominciare a mostrare la grinta di quando pedala a tutta, in salita.

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