dagli spalti 

Applausi per Brooks e per la Brigata

Ovazione per il grande ex in un palazzetto finalmente rovente

SASSARI. È iniziata con le ovazioni e le celebrazioni, è finita con la delusione per una vittoria sfuggita per un soffio e con una zuffa a centrocampo tra Petteway e Gudaitis. In mezzo a tutto questo, 45 minuti di emozioni fortissimi e di basket vero, non sempre bellissimo ma comunque coinvolgente. La sfida Sassari-Milano, grande classica di questo decennio della serie A non ha tradito neppure questa volta.

Un PalaSerradimigni pieno come un uovo e attore importante nei momenti chiave della gara, come sottolineato anche da coach Esposito, ha assistito in piedi a un’esecuzione speciale dell’inno di Mameli, fatta dalla banda della Brigata Sassari. In occasione del centenario della fine della Grande Guerra, la banda si è presentata in piazzale Segni vestita con l’uniforme storica e ha eseguito anche il suo inno, Dimonios.

Un’ovazione dei cinquemila tifosi biancoblù ha accolto Jeff Brooks, eroe dello scudetto e deltriplete sassarese del 2015, che si è presentato per la prima volta da ex di fronte al suo vecchio pubblico. Sardara lo ha premiato con una maglia celebrativa con coccarda tricolore, lui ha trattenuto a stento l’emozione e ha giocato una gara “delle sue”, tutta sostanza.

Il
pubblico, come detto, ha fatto la sua parte e a fine gara ha tributato un applauso supplementare ai ragazzi di coach Esposito. Poi la zuffa finale, sedata immediatamente dagli stessi giocatori delle due squadre, e Gudaitis che esce dal campo con la bocca sanguinante.

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