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Domenica Dinamo-Trieste rivive “il match dei record”

Al palazzetto torna la sfida che nel 1998 si chiuse dopo tempi 5 supplementari Il Banco vinse 121-116 al termine di un’incredibile maratona durata 65 minuti

SASSARI. I piedi gonfi di Jonathan Haynes, la camicia fradicia di Cesare Pancotto, l’urlo primordiale di Marco Binetti, l’abbraccio di Emanuele Rotondo ai tifosi stremati quanto lui, la disperazione di un Pablo Laso in calzoncini e canottiera. Cinque supplementari, sessantacinque minuti di gioco e centinaia di tiri a canestro per assegnare due soli punti, una vittoria che però resterà nella storia.

Domenica pomeriggio la Dinamo ospita al PalaSerradimigni l’Alma Trieste e per la stessa Dinamo, per i suoi tifosi più fedeli e per il basket italiano quella resta “la partita dei record”. Venti stagioni dopo quell’interminabile Banco di Sardegna-Lineltex, le due squadre tornano ad affrontarsi in un match che riporta alla memoria una delle partite più incredibili che siano state mai giocate sul parquet di piazzale Segni e sui campi dell’intera serie A. Roba da far impallidire l’indimenticabile gara6 della semifinale scudetto contro Reggio Emilia, nel 2015, chiusa dopo 3 overtime.

La partita dei record. È il 18 ottobre 1998 e a Sassari va in scena il match valido per la quarta giornata del campionato di A2. La Dinamo ha vinto una sola partita, la Lineltex Trieste due. Ci si aspetta un confronto equilibrato, ma non sino a questo punto: la squadra di casa, che allora giocava in biancoverde, vincerà per 121-116 dopo cinque supplementari, 65 minuti di gioco e qualcosa come 2 ore e 40’ di estenuante contesa. L’eroe assoluto è il play del Banco, Jonathan Haynes, che rimase in campo per tutti i 65 minuti, chiudendo con 37 punti, 10 rimbalzi e 6 assist. Anche i 70 rimbalzi di squadra conquistati dai sassaresi e i tiri totali tentati (104) rappresentano due record tuttora imbattuti.

I protagonisti. Sulla panchina sassarese c’è Stefano Michelini, oggi apprezzato opinionista televisivo. In casa Dinamo c’è aria di crisi, all’appello manca un americano ma di lì a poco lo stesso Michelini pagherà per tutti con l’esonero. La squadra, che a fine stagione retrocederà in serie B in maniera rocambolesca all’ultima giornata, però non è così male: in quintetto ci sono Haynes, Emanuele Rotondo, Filippo Cattabiani, Dan Callahan e Dwayne Perry. In panchina Dario Ziranu, Nicola Paoli, Marco Binetti e due baby sassaresi, Alessandro Manca e Dario Zanetti.

Gli avversari. Trieste è uno squadrone: in panchina siede Cesare Pancotto, che otto anni prima, al termine della stagione 1989-’90, aveva guidato l’allora Banca Popolare di Sassari a una avventurosa salvezza nel primo campionato di serie A2 della sua storia. In campo c’è l’esperienza dei vari Bullara, Vianini e Ansaloni, il dinamismo di Shorter (che in questa gara tirerà giù 20 rimbalzi in 51’) e la mostruosa capacità di fare canestro di Michael Williams, storicamente una bestia nera della Dinamo: in questa pazza serata si fermerà, si fa per dire, a quota 48 punti in 56’, con 10 rimbalzi e 8 recuperi. In maglia Lineltex c’è un esperto play spagnolo: si chiama Pablo Laso e presto passerà alla panchina. Con risultati notevoli, tra l’altro: dal 2011 allena il Real Madrid, con il quale ha conquistato 2 Eurolega e 5 titoli spagnoli.

Il match. Trieste domina per tutti i primi 40’ di gioco: al 24’ è avanti di 18, 30-48. Poi inizia la rimonta dei sassaresi, che raggiungono la parità per la prima volta poco prima della sirena grazie a una tripla di Haynes (67-67). Il primo overtime finisce 78-78, con la Dinamo che pareggia ancora in extremis con una magia di Rotondo da distanza sirerale. Rotondo fallisce il tiro della vittoria al 50’ (86-86), al 55’ sbaglia Binetti (95-95), nel quarto overtime il Banco paga i 4 errori di fila dalla lunetta (101-101). Nell’ultimo supplementare, con 9 giocatori complessivamente fuori per 5 falli, nessuno è più in grado di difendere e tutti fanno canestro: la squadra di Michelini stringe i denti e la spunta, con il pubblico che si lascia andare a un urlo liberatorio.

Le testimonianze. «Io ho proprio questo ricordo del pubblico che più passava il tempo e più ammutoliva, – dice Emanuele Rotondo, che quell’anno giocò la migliore stagione della sua carriera, chiudendo con oltre 25 punti di media –. Qualcuno, in un crescendo di stupore, silenzio e persino irritazione, a una certo punto gridava “basta!”. Sul parquet era diventata una contesa tra pugili suonati, una cosa surreale. Eravamo tutti sfiniti ma alla fine i tifosi ci richiamarono dagli spogliatoi per un applauso “supplementare”. Quella partita resta uno dei ricordi più belli della mia carriera, sono fiero di averla giocata e di averla vinta».

«Dopo vent’anni sono ancora orgoglioso di quella partita da Guinnes dei primati e di quello che fecero i miei ragazzi – dice Stefano Michelini –. In particolare Haynes, che rimase sempre in campo: si vede che era ben allenato... Tempo fa ho chiesto informazioni alla Fiba
e negli Usa: a livello maschile nessuno al mondo ha mai giocato 5 overtime. Quell’impresa andrebbe celebrata ogni anno. Lancio una proposta: perché a Sassari non organizzate una 24 ore di basket aperta a tutti nell’anniversario della partita?». Che ne dice, presidente Sardara?



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