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La Dinamo guarda lontano ma ora serve un rinforzo

La bella vittoria contro Trieste ha dato continuità ai successi su Pesaro e Brescia Dopo il taglio di Petteway il gruppo si è ritrovato ma ha bisogno di un’alternativa

SASSARI. Tre vittorie per uscire dal tunnel, tre ottime prestazioni per convincere e autoconvincersi di non essere la squadra impaurita e mezzo disastrosa vista in campo nella seconda metà di novembre. La Dinamo è uscita con le sue forze da una situazione che stava iniziando a farsi poco piacevole, perché di punto in bianco la squadra solida e piena di certezze vista tra le preseason e le prime gare ufficiali si era smarrita.

La scelta di tagliare Terran Petteway, atteso sin quanto possibile e poi rispedito negli Stati Uniti, ha pagato da tutti i punti di vista: la squadra si è ricompattata, si è quasi tolta un peso e una scusa, elementi che stavano rendendo al di sotto del loro potenziale hanno ripreso a correre a pieni giri. Su tutti Dyshawn Pierre, che a sua volta era stato messo seriamente in discussione dallo staff tecnico: l’ala canadese è cresciuta sia dal punto di vista atletico (aveva saltato interamente la preparazione) che da quello mentale, ritrovando minuti e fiducia. E dopo 11 gare senza essere mai andato in doppia cifra, Pierre nelle ultime tre gare ha segnato rispettivamente 14, 10 e 18 punti, con prestazioni di ottimo livello su entrambi i lati del campo.

Domenica ha battuto un colpo anche Stefano Gentile, a sua volta beneficiario dei minuti lasciati liberi da Petteway nei ruoli di “due” e “tre”, ma la sensazione è che entrambi gli ex Virtus Bologna (l’altro è Marco Spissu) nonostante l’impegno stiano rendendo abbastanza al di sotto delle loro potenzialità.

L’altissima intensità a cui è stata giocata la gara di domenica contro l’Alma Trieste ha costretto coach Esposito a contingentare i minutaggi degli uomini chiave del roster, e in diversi frangenti – soprattutto nel secondo tempo – la misura ridotta della coperta biancoblù è risultata evidente.

La redistribuzione dei minutaggi conseguente all’addio di Petteway non è infatti sufficiente per mantenere uno standard ottimale ed è chiaro che se la Dinamo ambisce a fare un salto di qualità (l’operazione quarto posto è tutt’altro che impossibile) ha assoluta necessità di tesserare un nuovo giocatore. La società ha costantemente gli occhi puntati sul mercato ma al momento non è riuscita a trovare la soluzione giusta: la pista Carlos Delfino è tramontata perché il giocatore italo-argentino non è stato liberato dalla Fiat Torino
e al momento, tra profili scartati e proposte rifiutate, all’orizzonte non sembrano aprirsi nuove strade. A breve termine si può certamente andare avanti con undici uomini, ma la sensazione è che a questo gruppo basti davvero poco per puntare in alto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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