La classe non è acqua: Matteo Tedde ne ha in campo e fuori

URI. Classe, personalità, carattere. Sono alcune caratteristiche di Matteo Tedde, pezzo pregiato dell’Atletico Uri - un lusso vederlo giocare in Eccellenza - che a 33 anni continua ad essere un...

URI. Classe, personalità, carattere. Sono alcune caratteristiche di Matteo Tedde, pezzo pregiato dell’Atletico Uri - un lusso vederlo giocare in Eccellenza - che a 33 anni continua ad essere un leader con uno spiccato senso del gol. In campo e fuori Matteo è un esempio di educazione, lealtà e correttezza, lui ha dentro il vero concetto di sport e lo mette in pratica, facendosi apprezzare dai compagni ma soprattutto catturando la stima dei più giovani che hanno necessità di veri modelli da seguire e imitare.

Matteo, per le sue grandi doti tecniche è l’uomo più temuto dagli avversari, tant’è che ogni domenica non gli vengono risparmiate marcature dure ed è una costante vederlo uscire dal campo dopo ogni match col suo carico di botte.

«Il calcio è anche questo - afferma Matteo Tedde -, non pretendo e non mi aspetto alcun trattamento particolare dagli avversari. In campo c'è l'arbitro che poi deve valutare quello che accade».

Con l’Atletico Uri anche quest’anno sta facendo vedere la sua classe, alla faccia dell’età, qual è il segreto?

«Nessun segreto particolare, penso sempre di essere un giocatore normalissimo, e non mi accontento mai delle presentazioni che faccio».

Il gol è nel suo Dna anche domenica col San Teodoro è andato a bersaglio toccando quota 7, dove vuole arrivare?

«Su questo mi sento di dissentire. Non mi sento affatto un bomber di questa categoria. Ogni anno ci sono giocatori che fanno molti più gol di me. Faccio il massimo per dare il massimo contributo senza l'assillo del gol».

Il suo Atletico ha un potenziale invidiabile ma la classifica non gli rende giustizia.

«Questo non è sicuramente un anno fortunato, da inizio campionato abbiamo dovuto fare i conti con infortuni pesanti che hanno tenuto fuori dal campo giocatori fondamentali come il nostro capitano Alessandro Piras, Marco Puddu, e Fabio Mura. Comunque siamo sempre vicini alla zona playoff».

Quindi l’obiettivo playoff è ancora possibile?

«Certo, fin quando la matematica non dice il contrario, nulla è impossibile».

Oggi vi confronterete
con la Nuorese nel i ritorno di Coppa Italia. Per andare in finale occorre un’impresa ?


«Sappiamo non sarà una partita facile. Ce la giocheremo, sapendo che per riuscire nell'impresa ci vorràuna grandissima prestazione di squadra».

Franco Cuccuru

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