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La cavalcata della Dinamo si interrompe a Varese

Serata-no al tiro, McGee sotto tono e senza Smith e Pierre la partita è stata sempre in salita Inutili i tentativi di rientrare in gara, la differenza canestri nello scontro diretto è in parità

INVIATO A VARESE. La cavalcata si interrompe a Varese, ma non è il caso di fare drammi. Dopo 7 vittorie di fila, 5 in campionato e due in coppa, la Dinamo incassa la prima sconfitta del 2019 sul campo della Openjobmetis Varese, per 84-73. Ai padroni di casa l’operazione sorpasso però riesce solo a metà, perché la differenza canestri rispetto all’andata resta identica e opposta: 11 punti.

Colpe e attenuanti. Senza due elementi importanti come Smith e Pierre, la squadra di coach Esposito è stata sotto per tutti i 40 minuti, pagando la orribile serata al tiro da fuori (17% a metà gara, 25% alla fine), la prestazione insufficiente di alcuni giocatori chiave (McGee e Cooley) e le enormi amnesie avute a livello difensivo. Pessima in difesa in avvio, con 14 punti concessi nei primi 4’, la Dinamo è scivolata a -13 già al 12’ (27-14), trovando una bella reazione con un immediato controbreak di 12-1. La partita dei sassaresi di fatto è finita sul 34-33, perché Varese, giocando bene e speculando sulla mano gelida dei sassaresi, si è chiusa sotto trovando un nuovo parziale di 12-0 per il +13 di metà gara. Con il break allungatosi sino al 16-0 dopo il riposo, Avramovic e compagni hanno gestito con relativa tranquillità un vantaggio rimasto costantemente in doppia cifra e lievitato sino al +18 (62-44 al 27’).

Un avvio complicato. Esposito manda in quintetto McGee, Gentile, Carter, Thomas e Cooley. La difesa sassarese è un po’ imballata, Varese trova praterie sia da fuori che attaccando il ferro e dopo 4 minuti il tabellone dice 14-8. Il coach chiede timeout e inserisce Spissu per McGee, con discreti risultati nell’immediato (16-14) ma anche Varese si riorganizza e non concede più un punto ai sassaresi, che alla prima sirena sono sotto di 7, 21-14. Al rientro in campo Tambone piazza subito due triple e per il Banco è notte fonda (27-14).

La reazione e il crollo. Dopo 10 triple mandate sul ferro, la Dinamo colpisce finalmente da oltre l’arco, con Polonara, ed entra lentamente in partita. Cooley viene finalmente cercato con insistenza, Carter centra il bersaglio grosso e a 5-31’ dal riposo un altro appoggio di Cooley vale il -2 (28-26) con un controbreak di 1-12. Dal timeout di Caja esce un’Openjobmetis nuovamente fluida in attacco e dopo il 34-33 trovato da Gentile il Banco torna in apnea: Varese si chiude sotto, i sassaresi fanno collezione di ferri e arriva un nuovo schiaffone: parziale di 12-0 per Cain e compagni e a metà gara i biancoblù sono sprofondati a -13, 46-33. Al rientro in campo Varese trova subito il +17 (50-33) e il Banco affonda: Thomas e compagni provano a reagire ma i padroni di casa puniscono ogni errore e con tre triple di fila dall’angolo trovano addirittura il +18: 62-44 al 27’.

Vorrei ma non posso. Anche quando la Dinamo gioca bene il ferro non le è amico e a fine terzo quarto, tra un errore e l’altro, il divario è quasi irrecuperabile: 70-55. Stavolta il rientro in campo è positivo (70-60), ma Esposito non digerisce qualche fischio e si becca un tecnico. La difesa del Banco lavora duro ma non trova continuità a livello offensivo e così il punteggio ristagna, a beneficio dei padroni di casa (75-62 a 5’ dalla fine). Gli arbitri trovano il modo di fischiare quattro falli in attacco di
fila (due per parte), McGee continua a litigare col ferro e dopo il -9 segnato da Carter (79-70), a chiudere i conti ci pensano Avramovic e Scrubb, 83-70 a 1’24” dalla sirena. Poi si gioca solo per la differenza canestri, con Varese che fallisce per tre volte il canestro del ko.



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