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La Dinamo tira il fiato ma non si ferma

Il ko di Varese ha interrotto la serie positiva dei biancoblù, che pagano un calo generale e le assenze di Smith e Pierre

INVIATO A VARESE. Corta, un pelino spompata ma conscia dei propri errori e decisa a guardare avanti. Da Varese a Varese, la Dinamo di Vincenzo Esposito non mette la retromarcia, prova a restare sul pezzo e inizia già a sinonizzarsi sulla sfida di domani.

Domenica sera, al cospetto della Openjobmetis, i biancoblù hanno incassato la prima sconfitta del 2019 ma il calendario offre una immediata e in un certo senso curiosa possibilità di riscatto: stessa spiaggia, stesso mare, la quinta giornata del secondo turno di Europe Cup metterà ancora una volta le due squadre una di fronte all’altra. In palio, stavolta, per le due squadre già qualificate c’è il primo posto nel gruppo K, un piazzamento che in vista del sorteggio per gli ottavi di finale ha un’importanza solo virtuale. Domani a Masnago, con il confronto diretto numero 4 della stagione, andrà insomma in scena un buon allenamento, utile a entrambe le squadre per preparare le rispettive sfide domenicali. Per il Banco sarà un’ottima occasione per lavorare sull’inserimento di McGee e Carter.

Infermeria aperta. La comitiva sassarese si è dunque fermata in Lombardia e farà ritorno in Sardegna soltanto giovedì, con la speranza di ricevere qualche buona notizia dall’infermeria. Jaime Smith resta fermo completamente, in attesa che l’ematoma creatosi dopo uno scontro di gioco si riassorba: Esposito spera di recuperarlo per la gara di Torino del 10 febbraio. Dyshawn Pierre è invece ormai vicino al recupero e già stasera potrebbe tornare ad assaggiare il parquet dopo avere saltato due gare di campionato e una di coppa.

La coperta corta. L’assenza di due giocatori che nel corso dell’ultimo mese erano sempre partiti in quintetto ha pesato non poco sull’economia della gara di domenica. Dopo 7 vittorie consecutive, la Dinamo si è nuovamente trovata corta e in qualche frangente anche priva di idee. È mancata la regia di Smith, è mancata la doppia dimensione di un elemento come Pierre, che tira con il 45% da oltre l’arco e con il 59% dall’area, e che è in grado di difendere su almeno tre ruoli. La serata storta di almeno altri tre giocatori ha accorciato ulteriormente la coperta biancoblù, al cospetto di una Openjobmetis che ha avuto dalla panchina un contributo di punti pari al 30% dell’intero fatturato.

Varie ed eventuali. In una gara tenuta saldamente in mano da Varese sin dalla palla a due, il Banco di Sardegna ha pagato a caro prezzo l’incapacità di scalare di marcia: una sola palla recuperata, contro 11 perse, e un terribile zero nella casella dei contropiedi andati a buon fine, hanno reso farraginoso e poco produttivo l’attacco anche nei momenti nei quali la difesa era riuscita a lavorare bene per diversi minuti. In tutto questo, naturalmente, onore al merito dei ragazzi di Attilio Caja, che hanno sistematicamente colpito i punti deboli del Banco e anche dal punto di vista difensivo sono stati bravi a sintonizzarsi meglio sul metro arbitrale.

La situazione. «Il girone di ritorno è appena iniziato, la stagione è lunghissima», ha giustamente sottolineato
a caldo coach Esposito. Dopo 17 gare la Dinamo resta saldamente in zona playoff, con una classifica decisamente fluida. Domenica al palazzetto arriva Brindisi, una delle squadre più in forma del campionato, per uno scontro diretto che mette in palio punti pesanti in chiave playoff.

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