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La Dinamo lotta sino alla fine ma l’overtime premia Brindisi

Confronto durissimo al PalaSerradimigni, con i biancoblù ancora privi di Smith e e Pierre Match sempre in bilico, i salentini si confermano una delle squadre migliori del campionato

SASSARI. La Dinamo c’è, ma Brindisi c’è di più. Overtime fatale per i sassaresi, ancora privi di due uomini fondamentali come Smith e Pierre, che vanno a cozzare su una delle squadre meglio attrezzate e più in forma del campionato. L’Happy Casa di coach Vitucci viola il PalaSerradimigni, 98-103, dopo 45’ bellissimi, giocati ad altissima intensità.

Bandiera bianca. L’ha spuntata, senza rubare niente, la squadra che in questo momento è più quadrata e anche più fortunata. Perché i sassaresi, oltre alle assenze, hanno pagato a caro prezzi i tre errori di Cooley dalla lunetta negli ultimi 4’ dei tempi regolamentari e le 6 triple consecutive mandate sul ferro nel supplementare. Non è bastato uno Spissu immenso (22 punti, 6 recuperi e 6 assist, 34 di valutazione). Una serie infinita di break e controbreak ha caratterizzato un confronto importantissimo in chiave playoff, nel quale la squadra di Esposito è riuscita – magra consolazione – a difendere il +6 della differenza canestri maturato all’andata.

È subito lotta. Spissu parte in quintetto insieme a McGee, Carter, Thomas e Cooley. L’avvio dei sassaresi è zeppo di errori, soprattutto a livello offensivo, ma la difesa tiene e Brindisi non prende il largo. Spissu è in palla, McGee pure, mentre Cooley deve già uscire con due falli dopo nemmeno 6’. Carter colpisce dall’angolo, Spissu dalla lunetta allunga il break sino al 9-0 ed è 16-9. Esposito dà il via alle rotazioni, ma il saldo non è positivo, perché Brown e Banks rimettono in corsa i salentini. Alla prima sirena il Banco è avanti 20-18, poi Walker riporta avanti l’Happy Casa e per diversi minuti le due squadre avanzano punto a punto (29-30 al 24’). La Dinamo trova punti pesanti da oltre l’arco con Spissu e Gentile, non decolla ma mantiene l’inerzia a proprio favore, portandosi sul 37-33 a 4’20” da metà gara. Brindisi stringe i denti e resta in scia, approfittando di un calo dei sassaresi: si arriva all’intervallo sul 43-47 grazie a un assist degli arbitri, che regalano tre tiri liberi a Banks sanzionando il secondo contatto di Devecchi, sul tiro, e non il primo, assai più netto, sul possesso.

Spinte e controspinte. Si riparte dal terzo fallo, contestatissimo, fischiato a Cooley, da un super Spissu, e da McGee, che segna 6 punti in un amen: break di 10-2 completato da Thomas e Dinamo a +4, 53-49, a 6’30” dalla terza sirena. La risposta della squadra di Vitucci è immediata, con Chappell e Banks che guidano un break di 9-0 e riportano la Happy Casa sul +5, 53-58. La controrisposta è altrettanto immediata, con Spissu, Carter e Polonara che piazzano un 13-2 e fanno +6 (66-60) a 1’30”. A fine quarto il margine di distanza è minimo, 66-64, poi è ancora un super Spissu a propiziare il +6, 77-71 a 7’45”. È qui, forse, che la Dinamo perde la partita.

All’arma bianca. La gara resta durissima, Brindisi aumenta l’intensità difensiva e rimette il naso avanti con Walker a 4’40” dalla fine, sul 79-80. La Dinamo trova finalmente giocate importanti da Cooley, che però sbaglia tre tiri liberi di fila, Chappell risponde colpo su colpo. Il Banco si affida a Carter e a 49” è avanti 91-88, Walker fa parità con un gioco da 3 punti, poi sbagliano Cooley e Walker ed è overtime, sul 91-91. La Dinamo parte con quattro errori di fila (tre di Carter da oltre l’arco), Brindisi trova 5 punti con Chappell e Moraschini (91-96). Spissu trova
la tripla, Polonara fa parità a 1’20” (96-96), Moraschini colpisce da 8 metri e dopo un pasticcio offensivo del Banco, Chappell appoggia tutto solo il canestro del 96-101 a 34”. È la mazzata decisiva: il Banco rallenta, Brindisi la chiude dalla lunetta, per il 98-103 finale.



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