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La Dinamo guarda avanti, ora c’è da stringere i denti

Contro Brindisi i biancoblù hanno pagato a caro prezzo le assenze di due titolari. A Torino servono i due punti per non perdere ulteriore terreno

SASSARI. Fare quadrato, lavorare duro e stringere i denti in attesa di ritrovarsi al completo. Non può fare altro, la Dinamo, che archivia la sconfitta all’overtime di domenica con non poche recriminazioni. Più che l’andamento della partita, vinta da una Happy Casa Brindisi forte e in grandissima forma, i sassaresi continuano a mangiarsi le mani per la serie infinita di infortuni e contrattempi che stanno iniziando a condizionarne la stagione.

La seconda sconfitta consecutiva in campionato, arrivata ancora contro una diretta concorrente (prima Varese, poi appunto Brindisi), è ancora una volta figlia di due assenze importanti. Lo stop prolungato di Jaime Smith, che stava iniziando a girare a tutta dopo avere saltato quasi tutto il precampionato, e il problema muscolare che ha fermato ancora una volta Dyshawn Pierre, hanno frenato lo slancio di una squadra che da Natale in poi aveva ottenuto sette vittorie consecutive, cinque in campionato e due in coppa, scalando posizioni in classifica e centrando due obiettivi: la qualificazione alla Final Eight e il passaggio del turno di Europe Cup. Tagliato il deludente Petteway e perso per strada lo sfortunatissimo Bamforth, il gruppo guidato da coach Esposito aveva improvvisamente trovato equilibri quasi perfetti. Un lavoro quasi totalmente da rifare, alla luce dell’arrivo di McGee e Carter e, appunto dei nuovi stop a Smith e Pierre.

Brindisi (a sua volta priva di Clark), così come una settimana prima Varese, ha confermato di essere una squadra solida e in grande fiducia: ma al di là dei singoli episodi che hanno fatto pendere la bilancia dalla parte dei salentini di Vitucci, è chiaro che il Banco – tra l’assenza di due giocatori del quintetto e il doppio impegno settimanale – quando si trova al cospetto di squadre forti e ben organizzate rischia di pagare sempre dazio. In pratica domenica entrambe le squadre hanno fatto ruotare 9 uomini, ma i sassaresi avevano speso moltissime energie mercoledì a Varese.

All’orizzonte c’è la sfida in casa della rediviva Fiat Torino, tornata al successo nello scontro salvezza contro Reggio Emilia, dopo sei sconfitte consecutive. Poi ci sarà la lunga sosta del campionato, prima per la Final Eight e poi per gli impegni delle nazionali. La prospettiva per il match del PalaRuffini è quella di recuperare almeno Pierre, ma la classifica è cortissima ed
è chiaro che per evitare di perdere altro terreno la Dinamo in questo momento deve stringere i denti. La Final Eight è dietro l’angolo e da marzo, di fatto inizierà un’altra stagione. Ma l’ideale sarebbe arrivare a Firenze con la testa libera dai pensieri e con 2 punti in più in cascina.

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