Un feeling con il gol che dura da 30 anni

Gianluca Siazzu sta trascinando con le sue reti il Torpè verso la promozione: «Dobbiamo realizzare questo sogno»

TORPÈ. A quasi quarantaquattro anni, da compiere il prossimo mese di giugno,Gianluca Siazzu non ha perso il vizio del gol e a suon di reti, sta trascinando il “suo” Torpè verso la Prima categoria. Un traguardo mai raggiunto dalla formazione baroniese guidata quest’anno da Alessandro Crisci che ha nell’ex attaccante di Olbia, Borgosesia, Tavolara, Budoni e San Teodoro giusto per citare solo alcune delle tante squadre in cui ha militato) il suo punto di forza. Ben trenta le reti messe a segno sinora nelle 17 gare disputate dal bomber nato nella borgata di "Biddanoa", che consentono al Torpè di comandare la classifica con tre punti di vantaggio sulla squadra del Bottidda.

La passione per il calcio arriva in tenera età, quando si fa notare per potenza e precisione prima nel vicinato di casa e successivamente nel campetto della scuola media. Oltre al pane carasau prodotto da mamma Marcellina, in casa Siazzu si consumano quindi instancabili ore in compagnia di un pallone visto che oltre a Gianluca, ci sono anche i fratelli Stefano ed Enrico a dargli manforte e poi papà Bastiano (ex operaio forestale) che lo accompagna a gare e allenamenti nelle formazioni giovanili dell'Olimpia Budoni.

Poi arriva anche l'esordio nel campionato dilettanti a soli 15 anni in Prima categoria con la maglia dello Sporting Siniscola guidato da Emilio Biselli e l'anno dopo il balzo in promozione nel Siniscola, bagnato all’esordio.

Da quel giorno non si è più fermato e a livello dilettantistico è uno dei calciatori italiani più prolifici.

«E’ vero, dati alla mano ho segnato circa 700 gol, distribuiti nei vari campionati dilettantistici e semiprofessionistici. Segnare è sempre stata una prerogativa per regalare ai miei sostenitori delle emozioni ed il Signore in questo mi ha dato una mano, anzi un piede che sprigiona potenza».

Nella sua lunga carriera le trasmette la carica per giocare e segnare regolarmente alla sua età?

«Non ho dubbi, i supporter più sfegatati li ho in casa e sono Chiara ed Imma, due meravigliose creature che mi danno la fierezza e l'orgoglio di ritenermi anche un padre più che fortunato».

Quali gli allenatori che hanno creduto più degli altri nelle sue capacità?

«Due su tutti, Luciano Foschi e Sergio Bagatti anche se il mio cruccio più grande, è stato quello di non avere risposto alle sirene del Livorno. Avrei avuto la possibilità di giocare tra i professionisti. Comunque, mi reputo fortunato».

Veniamo al presente, la prima volta nella squadra del suo paese.

«E' un progetto nato l'estate scorsa ed oggi grazie al presidente Fabio Pala, ai dirigenti al mister e a Gianni Pilosu oltre che a tutti i miei compagni di squadra, quello che era un
sogno può diventare realtà».

Cosa farà Siazzu dopo aver appeso le scarpe al chiodo?

«Vorrei provare ad aprire una scuola calcio qui a Torpè per insegnare quelle poche cose che so e trasmettere l’amore verso il mondo del pallone».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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