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«Il Cagliari si salverà ma serve calma»

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«Il Cagliari si salverà ma serve calma»

Il doppio ex Ielpo parla della sfida col Milan: «I rossoneri sono vulnerabili. Ai tifosi dico: lasciate la squadra tranquilla»

CAGLIARI. In Sardegna ha lasciato un pezzo di cuore. «Non solo perchè ho giocato per sei anni col Cagliari ma perchè lì sono nati i miei figli». Mario Ielpo, 56 anni, avvocato civilista con studio a Milano, domenica sera sarà al “Meazza”. «La mia carriera calcistica si è sviluppata principalmente a Cagliari (205 presenze ndr)- aggiunge -. Il ricordo più bello resta il sesto posto, nulla osta per partecipare alla Coppa Uefa».

Sono tanti anni che i rossoblù non vincono in casa del Milan. Sarà la volta buona?

«Quest’anno ho visto tutte le partite dei rossoneri. Sono solidi ma non hanno la forza per ammazzare le gare. La possibilità che i sardi possano fare punti è concreta».

Anche se attraversano un periodo complicato?

«Con l’Atalanta sono stati sfortunati. Infortuni e una traversa finale. Peccato, quel punto sarebbe stato prezioso. Ma c’è qualcosa che non mi è piaciutodi quella partita».

Che cosa?

«La contestazione finale dei tifosi. Per me sono comportamenti senza senso. In momenti come questi la squadra va aiutata e non messa sotto pressione. Hanno sbagliato i giocatori ad andare sotto la curva, di che cosa si devono scusare? Credo che nessuno di loro fosse contento a fine gara».

La squadra di Maran ha difficoltà a fare gol. Come si risolve il problema‘

«Questo è un problema che riguarda l’allenatore. È vero che hanno poche soluzioni in avanti e se Pavoletti viene marcato bene, tutto si complica».

Lei crede che il Cagliari si salverà senza soffrire?

«La forza dei rossoblù resta l’ambiente. Non ci sono pressioni ed uscire dalla crisi diventa più semplice. L’importante è non fare drammi. Ribadisco che i tifosi devono stare sereni, quello che ho visto lunedì sera non mi è piaciuto».

La squadra esce rinforzata dal mercato di gennaio?

«Sicuramente. Giocatori come Birsa e Thereau hanno spessore tecnico e Luca Pellegrini è un ragazzo interessante. Non è bello prendere otto giocatori a metà campionato, vuol dire che qualcosa non va. Ma se colmi le lacune, hai operato bene».

Nicolò Barella è già un top player?

«Piano con le parole. È un giocatore formato, con margini di crescita. È tecnico, corre, attacca gli spazi, ha tanta personalità. Deve limitare le proteste, questo è un difetto da correggere subito».

Ma vale 50 milioni?

«Il prezzo lo fa il mercato. Ho letto che ci sono club disposti a pagarlo così. Fa bene il presidente Tommaso Giulini a non fare sconti».

Conosce Maran?

«Poco. Però è un allenatore molto concreto».

Giusto per il Cagliari?

«Penso di sì. Con lui si può mettere in piedi un progetto a lunga scadenza. Il suo lavoro per ora non può essere giudicato. Troppi gli infortuni. Quello di Castro il più pesante, perchè si è fatto male quando ormai si era inserito nei meccanismi. La sua assenza pesa».

Come si batte il Milan?

«Gattuso ha messo le cose a posto e i nuovi arrivati, Paquetà e Piatek, sono bravi. Secondo me il Cagliari dovrà provare ad aggredirli, perchè è una squadra che soffre se gli spazi si riducono. Occhio al polacco, se gli lasci un metro ti punisce. Vede la porta come pochi».

Lei per chi tiferà?

«Negli anni passati era una partita
che per il Cagliari contava poco. Mai come in questa occasione i punti sono importanti. Il Milan insegue il quarto posto e non può fare sconti. i rossoblù hanno bisogno di interrompere la serie negativa. Io sarò diviso, a questo punto spero nel pari».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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