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La Dinamo non cerca scuse a Torino per il colpaccio

I biancoblù di coach Vincenzo Esposito fanno visita (ore 17) alla Fiat

SASSARI. Una buccia di banana piazzata proprio sulla soglia dell’appuntamento più atteso di metà stagione. Da dribblare, piuttosto che da saltare a piè pari. La Dinamo si imbarca per Torino, dove questo pomeriggio alle 17 farà visita alla Fiat di coach Galbiati, nell’ultima gara prima della lunga sosta che darà spazio prima alla Final Eight di Firenze, poi alle squadre nazionali impegnate nelle qualificazioni ai Mondiali.

Un ostacolo da affrontare ancora una volta con un roster cortissimo: Dyshawn Pierre, Jaime Smith e Tyrus McGee sono ancora fermi, anche se negli ultimi giorni hanno intensificato il lavoro individuale. La sensazione è che tutti e tre sarebbero in grado di giocare qualche minuto, ma lo staff tecnico e quello medico – come sottolineato da coach Esposito – stanno valutando giorno per giorno e soltanto oggi decideranno se almeno uno di loro potrà scendere in campo oggi alle 17 al PalaVela.

Un fardello pesante, per i biancoblù, perché già nelle ultime settimane la squadra è andata avanti a tutta ma con un roster corto: da un lato ci sono dunque equilibri in continua evoluzione, dall’altra c’è la prospettiva di affrontare un impegno difficile ancora una volta senza tre stranieri da quintetto. In casa Banco di Sardegna il morale è comunque alto e la voglia di vittoria mostrata anche mercoledì contro Larnaca, in una gara non certamente di vitale importanza, conferma che la mentalità impressa dal coach al suo gruppo è vincente.

La Fiat Torino, è chiaro, rappresenta una bella gatta da pelare: ultima in classifica insieme a Reggio Emilia e Pistoia, la formazione piemontese non è però una squadra costruita per la salvezza, anzi. La profonda crisi tecnica e societaria nella quale i gialloblù si trovano da qualche mese, con l’addio di coach Brown e il cambio di proprietà dato per imminente, non rende la Fiat un cliente meno complicato da affrontare. Dopo sei sconfitte consecutive, la settimana scorsa i ragazzi di Paolo Galbiati hanno dato segnali importanti di vitalità, battendo nettamente una diretta concorrente come la Grissin Bon.

La Dinamo, dal canto suo, nonostante le difficoltà ha chiuso nel migliore dei modi il Second round di Europe Cup, con le vittorie di Varese e contro Larnaca che le hanno assicurato il primo posto nel girone. In campionato, invece, il contraccolpo legato alle assenze si è fatto sentire di più, con due sconfitte consecutive in due scontri diretti (a Varese e contro Brindisi) che hanno fatto scivolare il Banco al margine della zona playoff. La classifica resta comunque cortissima e il terzo posto
è appena 4 punti più in su. Con la prospettiva di poter riprendere a spingere il motore a pieni giri, non appena l’emergenza infortuni sarà superata, in questo momento la Dinamo può fare solo una cosa: stringere i denti e, come consigliato da coach Esposito, usare la testa.



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