Barella: «Decisiva l’autorete dopo 10’»

Il centrocampista: «Ci ha tagliato le gambe. Ora dobbiamo cercare di ripartire»

MILANO. Nicolò Barella ha la faccia scura. La sconfitta di Milano lascia il segno. «Siamo tutti arrabbiati – dice il centrocampista cagliaritano –, anche perché abbiamo preso quel gol dopo poco più di dieci minuti, un episodio che ci ha tagliato le gambe».

Barella recrimina per come sono andate le cose. «In effetti siamo entrati in campo con l’atteggiamento giusto. Però l’autogol è stato davvero un colpo basso».

C’è però da dare un’occhiata alla classifica che è diventata molto pericolosa. «Sì è così – conferma Barella – A noi non ci resta che una cosa: dobbiamo dare tutto. Anche l’anno scorso abbiamo vissuto problemi grossi, finendo nella lotta per la retrocessione. Ora dobbiamo cercare di uscire prima possibile da questo brutto momento, allontanarci prima possibile dalla zona calda, evitando di restare invischiati là sotto sino alle ultime giornate».

Ma perché il Cagliari è finito in una situazione così pericolosa. Barella replica: «Ci sono stati tanti fattori che hanno creato problematiche. Ma siamo un buon gruppo – dice convinto il centrocampista sardo – e sono certo che abbiamo le forze, proprio stando uniti, facendo leva appunto sul gruppo, per riemergere e uscire dalla classifica caldissima in cui siamo ora».

L’ultima dichiarazione del giovane talento cagliaritano è per la lotta degli allevatori che chiedono un prezzo più giusto del latte. «L’arrivo dei pastori ad Asseminello – ricorda Barella – ci ha molto colpito, ci ha toccato nel profondo del cuore. Per questo siamo entrati in campo con la maglietta a sostegno della loro lotta. Ma avremmo voluto anche fare di più in campo, uscire con un risulktato positivo da dedicare a loro. Purtroppo è andata male».

Resta il gesto fatto dai giocatori sabato che hanno versato il latte contenuto
nei bidoni davanti al centro tecnico del Cagliari. «Un gesto simbolico – dice il giocatore cagliaritano – La loro lotta è importantissima. Per tutti noi rossoblù e sopratutto per me, che sono sardo come loro e conosco meglio queste problematiche. So quanto sia dura per loro».



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