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Dinamo molle e sfilacciata la Fiat Torino la travolge

I sassaresi recuperano in extremis Smith e McGee ma non entrano mai in partita I piemontesi di Galbiati scappano via già in avvio e gestiscono alla perfezione il vantaggio

INVIATO A TORINO. C’è una Fiat lanciata a cento all’ora e c’è un pedone in stampelle vestito di biancoblù che attraversa la strada senza guardare. Pazienza se la Fiat sino a poco tempo fa aveva le gomme bucate, poco conta se il pedone era in convalescenza: l’impatto è devastante. La Dinamo viene piallata al PalaVela di Torino, 102-83 nell’ultima gara prima della Final Eight di Firenze. Era una gara a rischio, per le note assenze, ma nonostante il recupero dell’ultim’ora di Smith e McGee (Pierre è invece rimasto fuori, insieme a Magro) i sassaresi non sono mai stati in partita, non un solo minuto.

Tabula rasa. Presi a schiaffi sin dall’avvio, i biancoblù hanno vissuto 40 minuti da incubo, bombardati da oltre l’arco (Torino al 22’ aveva 10/14 da 3) ma anche dentro l’area, con falle enormi a livello di gioco (8 perse e zero recuperi a metà gara) e appena 6 giocatori mandati a referto sino al 34’. L’unica buona notizia, come sottolineato a fine gara da uno sconsolato Vincenzo Esposito, è il rientro di Smith, il migliore dei sassaresi. Ora, prima della partenza per Firenze, sarà fondamentale svolgere qualche allenamento al completo, perché dal punto di vista della chimica di squadra, rispetto a un mese fa siamo a livelli di tabula rasa.

Tutto in salita. Esposito fa la conta e sceglie di rimettere in pista McGee e Smith. Torino parte con tre triple, a firma Wilson, Cotton e Moore, e si capisce subito che sarà dura. La Dinamo fa fatica in attacco e dopo poco più di 3 è già sotto di 9, 13-4. McGee prova a scuotere i biancoblù, che dopo avere toccato il -4 (18-14) vengono subito ricacciati indietro: l’ennesima tripla di Moore e un gioco da 3 punti di Jaiteh fanno schizzare la Fiat a +11, 28-17, con Esposito che rivoluziona il quintetto ma non trova alcuna stabilità. Le palle perse fioccano, Torino arriva alla prima sirena sul 33-20 e insiste. Il Banco è in caduta libera e in un attimo si trova a -19, 41-22 sull’appoggio da sotto di Poeta. L’inerzia è totalmente dalla parte dei padroni di casa, che mollano per un attimo (47-37) e in un attimo scappano via, (57-41), arrivando a metà gara su un 57-46 che per la Dinamo è oro colato.

La fiammella e il crollo. Dove eravamo rimasti? Triple su triple, dopo il -9 firmato da Carter, la Fiat piazza un’altra frustata con Wilson e Moore, 65-49. Si vedono finalmente due recuperi biancoblù e due contropiedi, Wilson commette il secondo antisportivo personale e viene espulso. Potrebbe iniziare un’altra gara, invece Gentile va nel pallone, sbaglia due triple, regala un gioco da 3 punti a McAdoo e pure una seconda chance dalla lunetta, con una chiara invasione. Si riparte allora dal 70-55, ma il contraccolpo è pesante e il Banco smette
di segnare, precipitando a -21, 81-60. L’ultimo quarto è una lenta agonia, con i sassaresi che spadellano e Torino che fa invece canestro regolarità sia dall’arco che dall’area, spingendosi sino al +25 (92-67) a 6’20” dalla fine e chiudendo sul 102-83. In vista di Firenze urge una scossa.

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