«Che emozione essere il capitano del Tempio»

A 37 anni Saragato è tornato tra i pali: «Qui sono cresciuto calcisticamente, non potevo dire no»

TEMPIO. Francesco Saragato dopo quattro anni di inattività è tornato a difendere la porta del Tempio. 37 anni a fine mese, la sua carriera di era stata molto promettente all’inizio, quando era stato richiesto alla squadra azzurra prima dal Bari, che era in serie A, e poi dal Treviso che era in testa alla B. Ma poi la trattativa non era decollata ed il giovane Saragato rimase in Sardegna dove ha percorso tutta la sua carriera.

“Bei ricordi - commenta l’estremo difensore dei galletti - anche perché a 17 anni nel campionato 1998-’99 ho esordito in serie C2 con un mister esperto come Giorgio Canali in panchina. Ero il dodicesimo, il titolare era Rossi, poi in quella stagione arrivò un altro mister importante, Aurelio Andreazzoli, e ci siamo salvati ai playout contro il Baracca Lugo. In seguito ero in panchina anche l’anno dopo con Luciano Zecchini, poi ho giocato da titolare sempre nel Tempio per due anni in nel campionato Interregionale con Gianni Addis allenatore, poi a Calangianus sempre in D ed in seguito per diversi anni in Eccellenza con Nuorese, Ittiri, La Palma Alghero, Castelsardo, Valledoria ed infine di nuovo a Calangianus prima dello stop».

Ci spiega perché si era dovuto fermare?

«Perché lavorando non riuscivo più ad allenarmi regolarmente, e così sono rimasto bloccato per quattro stagioni. Poi l’anno scorso il mister Carlo Nativi mi ha chiesto di fare il preparatore dei portieri del Tempio, la voglia c’era sempre ed è venuta nuovamente fuori e così quando mi è stato chiesto mi sono rimesso in discussione, tornando in campo e per giunta con il piacere di portare la fascia di capitano nella squadra dove sono cresciuto. E’ un campionato impegnativo e combattuto quello di Prima categoria, soprattutto nel nostro girone ci sono molti giocatori di esperienza e c’è molto equilibrio. C’è un grande entusiasmo intorno alla squadra azzurra, è partito un nuovo progetto interessante che sta andando avanti graduialmente grazie ad una dirigenza che ha programmato a medio termine, senza fare il passo più lungo della gamba».

A che cosa punta questo Tempio?

«A dare il massimo e fare quanto di meglio possibile. Ci siamo un po’ allontanati dalle zone alte della classifica. Il motivo sono i tanti infortuni e francamente sono stati molti gli errori arbitrali a nostro sfavore nelle ultime partite, come a Sassari
o nell’ultima in casa. E certi punti in meno pesano parecchio in classifica. Adesso speriamo che la sfortuna ci volti finalmente le spalle, noi ce la metteremo tutta per riportarci in classifica dove meritiamo. La voglia e l’impegno sono sempre al massimo».

Marco Giordo

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