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Il Banco ha ritrovato almeno l’ottimismo

La vittoria di Pistoia chiude la serie nera in campionato ma per coach Pozzecco i problemi da risolvere restano tanti

INVIATO A PISTOIA. Una bombola d’ossigeno per tenere in vita la stagione, uno scatto d’orgoglio per dimostrare di sapere ancora vincere, persino all’overtime. Da Pistoia, crocevia fondamentale per le speranze playoff, la Dinamo imbocca la direzione giusta, con una vittoria che ferma a quota 5 la serie di sconfitte e tiene i biancoblù agganciati all’ultimo treno disponibile. Se si sia trattato di una vittoria di Pirro o del successo della svolta, lo diranno le quattro gare in programma nei prossimi 12 giorni: il doppio confronto di coppa con il Pinar Karsiyaka e i due scontri diretti interni contro Trento e Virtus Bologna.

Cosa va. La vittoria, prima di tutto. Pochi, maledetti e subito: i 2 punti erano ciò che più di tutto serviva a coach Pozzecco e ai suoi ragazzi. Sono arrivati su un campo tutt’altro che inviolabile (Pistoia, ultima in classifica, in casa aveva un bilancio di 3-7) al termine di una gara dai due volti: molle e sciatta nel primo tempo, la Dinamo è cresciuta di intensità nella seconda parte della gara, disinnescando l’attacco toscano (36 punti concessi dal 20’ al 45’) e riuscendo a trovare nel gioco spalle a canestro (con Pierre, Thomas e Cooley) la chiave per andare a bersaglio, o per caricare di falli i giocatori di coach Ramagli. Il Banco ha avuto pazienza e una buona dose di cattiveria, mantenendo la barra dritta nei momenti caldi del quarto periodo (soprattutto quando è andata dal +3, 71-74, al -2, 76-74) e dell’overtime. Al di là della cabala (8 ko di fila al supplementare dal 2015), questo gruppo nella stagione corrente aveva perso tre overtime su tre. Anche questo è un segnale.

Cosa non va. Ancora una volta l’approccio alla gara è stato molto scandente dal punto di vista difensivo: 15 punti concessi nei primi 5 minuti, 46 nei primi due periodi alla squadra che ha il peggiore attacco del campionato, sono un dato che fa pensare. Negativa, nel complesso, anche la prestazione a rimbalzo: alla fine Thomas e compagni hanno vinto il confronto statistico (41-38), ma alla fine dei tempi regolamentari Pistoia era avanti 34-33. La OriOra, è bene ricordarlo, è l’ultima della serie A alla voce rimbalzi (74,2 di media) mentre il Banco è primo (84,6).

Dubbi e certezze. Pozzecco ha accettato di sedersi sulla plancia di comando dopo il traumatico addio di Esposito e sta provando a traghettare la nave biancoblù il più lontano possibile. Il primo dato emerso sinora riguarda le rotazioni, calate drasticamente. A Pistoia il coach ha giocato in pratica con 7 giocatori (più Spissu, dentro per 11’, e il fantasma Carter, 4’). Mentre Diop è stato spedito in A2 all’Academy Cagliari, due elementi utili e affidabili come Devecchi e Magro sono completamente usciti dalle rotazioni. Al PalaCarrara, complice l’overtime, ben 5 giocatori sono arrivati oltre quota 30’: Pierre (39’), Thomas (38’), Smith (36’ senza brillare), Cooley (33’) e Gentile (30’). Ora resta da capire quali siano le intenzioni del coach: perché se accorciare le rotazioni può avere un senso nell’ottica della gestione delle singlole gare, usare sempre gli stessi 8-9 uomini nella prospettiva del doppio impegno campionato-coppa è una scelta che potrebbe presentare pesantemente il conto già la prossima settimana. Infine il caso Carter: l’ala americana, arrivata a metà gennaio per sostituire Petteway, dopo un inizio promettente ha avuto una paurosa e inspiegabile involuzione
e oggi è “l’uomo in meno” della Dinamo. La gara di domani a Smirne, in casa della sua ex squadra, per lui sa tanto di ultima spiaggia. O parte in quintetto e spacca tutto, o da qui a fine stagione potrebbe essere destinato a fare niente più che lo sparring partner in allenamento.

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