Un bacio alla figlia e poi dall’alba sul ring verso l’ultima vittoria

Una giornata con Tore Erittu tra palestra e corse in pineta «Erika, mia sorella e la mia compagna sono energia pura»

SASSARI. La sveglia ogni mattina suona alle 6,30. Tore Erittu non si gira dall’altra parte, salta giù dal letto. La prima cosa che fa entra nella stanza della figlia Erika, che ancora dorme, la guarda e le dà un bacio sulla guancia. Richiude la porta e via sotto la doccia. «Lei è la mia energia - racconta il pugile di Porto Torres -, ogni volta che la vedo il mio cuore ha un sussulto. Non sono capace di descrivere a parole che cosa mi trasmette». La giornata comincia con una ricca colazione («un toast con delle uova e della frutta»), poi via in macchina verso Sassari. Venti chilometri percorsi in un fiato per aprire la palestra frequentata da circa 200 ragazzi, oltre a tutti i corsi privati seguiti da chi vuole perdere peso.

Tore è un pugile professionista ma non può permettersi di non lavorare. Oltre alla palestra ha un’attività di affittacamere, tutte cose che segue in prima persona aiutato dai familiari. «Mia sorella Ilaria - spiega Tore - è la presidente del Boxe Team Erittu, mia madre e il mio patrigno mi aiutano nel lavoro di affittacamere. Sono attività a conduzione familiare, rappresentano il mio e il nostro futuro».

Tore e la figlia. Erika studia con profitto al Nautico. Vive col papà ed è orgogliosa di lui. «La sera a cena (riso, patate bollite, pesce o carne ndr) mi godo la mia bambina - mentre lo dice il “duro” ha gli occhi lucidi -. Stacchiamo i telefoni e parliamo tantissimo. Lei mi chiede come è andata, se sto bene, condivide con me i sacrifici e si preoccupa del mio stato fisico, soprattutto adesso che seguo una ferrea dieta. Insieme a noi c’è Cassius Clay, il nostro cane. È un dogo argentino, anche lui è uno della famiglia ed è legatissimo ad Erika. Quante coccole tra di loro».

Tore e la sorella. Ilaria è la presidente della Boxe Team Erittu. Una ragazza molto attiva, legatissima a suo fratello. «Una sola volta abbiamo avuto una discussione - ricorda Tore Erittu -, lei voleva che smettessi per dedicarmi totalmente alla palestra e concretizzare alcuni progetti che vogliamo mettere in piedi. Non era d’accordo su questo ultimo match. È la mia coscienza, l’anima critica. Mi ha detto: non hai più nulla da dimostrare. Io sono testardo, non le ho dato retta. Dopo la discussione ci siamo abbracciati, ora lei sta al mio fianco ancora più di prima».

Tore e l’amore. Da sei mesi ha una relazione con Romina, una ragazza che vive a Olbia. «Ci vediamo poco - dice Erittu - ma so che per lei a livello emotivo è dura. Se ho un occhio nero o sento dei dolori la vive male. La ringrazio, è molto paziente, ha capito che lo sport che pratico è durissimo. È contenta che dopo questo match non salirò più sul quadrato. Di sicuro lei e mia figlia a bordo ring mi daranno una carica speciale. Romina mi dà serenità, sono fortunato ad averla incontrata».

Tore e il lavoro. Sta in palestra dalle 7 della mattina fino alle 20,30 della sera. Ritmi che ha rallentato ora che il match per il tricolore si avvicina. «In Italia non puoi solo fare pugilato, anche se sei un professionista. Moriresti di fame - sottolinea con amarezza il campione italiano dei massimi leggeri -. La boxe economicamente ti dà pochissimo e non dico di quanto sarà la mia borsa perchè un po’ mi vergogno. Il mio futuro resta comunque il pugilato. Farò l’allenatore, metterò a disposizione dei giovani la mia esperienza, sperando
che nasca qualche campione. Studio, mi aggiorno, faccio corsi e soprattutto tanti sacrifici». Una parola che Salvatore Erittu usa spesso. Ma può farlo perchè viene dal basso e tutto quello che ha se lo è costruito senza l’aiuto di nessuno.

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