La favola di Enrico, il figlio d’arte pararigori

Il nonno Vito Selva è stato uno dei grandi portieri dell’Alghero negli anni ’60. In questa stagione è in prestito allo Stintino

SASSARI. Enrico Selva, fuoriquota dello Stintino calcio in Eccellenza, è uno che già prima di nascere aveva segnato il suo destino, quello di diventare portiere. Sia da parte di papà Raniero che di mamma Annamaria Iacomino, ha impresso nel proprio Dna le doti di portiere delle dinastie Selva e Iacomino. Il nonno paterno Vito Selva è stato uno dei grandi portieri dell'Alghero in serie D a cavallo tra gli anni ’50 e ’60, mentre da parte di mamma c'è la grande famiglia Iacomino dove tutti hanno indossato i guanti da portiere, dagli zii Tommaso, Enrico, Ciro e Marco sino ai cugini Vincenzo, Roberto e Fabrizio.

Tra i vari aneddoti Enrico ricorda con emozione nonno Vito e le tante foto tra le quali quella che lo ritraeva nell’amichevole tra l’Alghero e la Juventus. Un aneddoto curioso è senza dubbio quello accaduto nella stagione 2014-2015. «Ero a Tergu in Promozione e capitò che, nello stesso girone giocava l’Ozierese dove mio zio Ciro, all'epoca 53 enne, faceva il preparatore dei portieri. In occasione della partita Ozierese-Dorgalese, sia il portiere titolare che il dodicesimo dell'Ozierese non poterono giocare per squalifica e infortunio, dunque zio Ciro fu costretto a rimettere i guanti. Entrò e parò il rigore».

Enrico ha due fratelli: Vito, anche lui portiere, e Stefano che ha scelto di diventare arbitro. Fisico prestante, alto oltre un metro e 80, Enrico Selva ha iniziato la sua carriera calcistica nelle scuole calcio della Mercede e dell'Alghero, poi nel 2014 è stato acquistato dal Tergu in Promozione, nel 2017 il tesseramento con la Torres in Eccellenza e questa stagione in prestito allo Stintino. L’esordio assoluto in Promozione con la maglia del Tergu nel febbraio 2015, «giocavamo fuori casa contro l'Atletico Uri e sullo 0-0, il nostro portiere titolare Pierangeli venne espulso per fallo da ultimo uomo. Dunque cartellino rosso e calcio di rigore. Mi toccò entrare e fu una grande emozione. Purtroppo non riuscii a parare il
rigore, però da li mister Stefano Udassi iniziò a darmi più fiducia e farmi giocare altre gare. Poi il passaggio alla Torres, emozionante perché è una società gloriosa con una grande storia. Attualmente sono ancora tesserato con i rossoblù, spero di poter giocare in un prossimo futuro».

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