Dopo la batosta con l’Ajax la Juve incassa e rilancia

Dybala e Douglas Costa faranno le valigie, Allegri non molla e resta al comando La delusione di Ronaldo che si sfoga con la mamma: «Non posso fare miracoli»

TORINO. La batosta è stata dura. Inchinarsi alla bravura e alla freschezza dell'Ajax, nei quarti di Champions, è stato forse peggio per la Juve che perdere le finali di Berlino con il Barcellona e di Cardiff con il Real. Uno schiaffo meno amaro di quello preso al “Bernabeu” un anno fa per “colpa” dell'arbitro con il «bidone della spazzatura al posto del cuore» (come disse Buffon), o tre anni fa nei supplementari degli ottavi a Monaco contro il Bayern, ma più forte. C'erano assenze importanti - Chiellini, Mandzukic e Douglas Costa - ma la partita più difficile ha messo a nudo l'involuzione di Dybala ed Alex Sandro, i limiti di Bernardeschi, i problemi della difesa senza il suo capitano. La Juventus così pensa già al mercato: facile che parta Dybala, si valuterà per Douglas Costa; in arrivo sicuro Ramsey - accordo già fatto a gennaio - i sogni bianconeri sono De Ligt e Isco, il ritorno di Pogba, Chiesa, tra gli altri obiettivi Manolas, Ndombele del Lione.

Questa Juve ha bisogno di cambiare e di giocare un po’ meglio. Con il Ronaldo in più, sono sfumati la Champions e la Coppa Italia, restano solo lo scudetto, stravinto, ma con una concorrenza fin troppo fragile, e la Supercoppa italiana. Un bottino che ai tifosi sembra misero e che di certo non soddisfa neppure la società.

Tra i più contrariati Ronaldo: «Era triste, - ha rivelato la madre, Maria Dolores Aveiro - ovviamente gli sarebbe piaciuto andare in finale e mi ha detto: mamma, non faccio miracolì». I tifosi scettici nei confronti di Allegri sono tornati a essere un esercito. Dopo la rimonta capolavoro sull'Atletico era stato celebrato come uno stratega. Il ko con l'Ajax l'ha portato sul banco degli imputati.

Il tecnico, però, delude chi vorrebbe un cambio: «Ho ancora un anno di contratto ed è mia intenzione rimanere». Il tecnico non voleva che la Champions divenisse un'ossessione, adesso che è sfuggita di nuovo il rischio è ancora più grave: «Capisco la delusione e l'amarezza - ha detto quando era ormai notte nella sala stampa dell'Allianz Stadium - io stesso sono molto amareggiato, soprattutto per i miei giocatori. Ma non deve esserci frustrazione. Arrivare ai quarti della Champions è un buon risultato, non ci
si deve dimenticare che in corsa ci sono anche altre squadre forti. Vincere la Champions non è un'impresa facile, chi pensa diversamente non è a contatto con la realtà. Ora - ha proseguito Allegri - non dobbiamoresettare. Ripartiamo vincendo lo scudetto, l'ottavo consecutivo».



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