eccellenza 

«Il Porto Rotondo non ha mai mollato»

Marini: «Rischiavamo la retrocessione, poi la rimonta, che gioia»

PORTO ROTONDO. «Una vittoria dedicata a noi e a quelli che non ci hanno creduto»: l’allenatore del Porto Rotondo Simone Marini, qualche giorno dopo l’impresa, è soddisfatto. Nelle sue parole c’è ancora emozione, lascia partire anche qualche frecciata e, finalmente, dopo una stagione di rischiosi alti e bassi, parla quasi come per dire: «Avevo ragione io».

I fatti gli danno ragione. Dopo il dominio dello scorso anno in Promozione, il primo campionato in Eccellenza rischiava di essere anche l’ultimo, per i rotondini, dopo un’annata a cercare di sfuggire dai bassifondi della classifica. L’ultima partita di campionato, una sconfitta in casa inaspettata, poteva essere il colpo del ko. Al contrario, il Porto Rotondo è stato la sorpresa dei play-out: 3-1 allo Stintino, e soprattutto 0-1 nella tana del Tonara. Tradotto: si rimane in Eccellenza. «Una gioia immensa. A un certo punto per qualcuno, non di certo noi, sembrava tutto perso, e invece ce l’abbiamo fatta». Ma la squadra dove ha trovato la forza per affrontare in maniera così positiva gli spareggi? «La sconfitta nell’ultima gara del campionato contro l’Uri ha complicato le cose, venivamo da un filotto positivo, e in quel momento ci siamo resi conto di alcune persone che ci hanno criticato aspramente: questo ci ha caricati ulteriormente». Due vittorie convincenti: «Partite affrontate benissimo, alleno questa squadra da sei anni, so che è un gruppo abituato a lavorare in modo esemplare».

Emblematiche le parole di Marini a inizio anno, quando prospettava un campionato di «lacrime e sangue». Così è stato, e non si può non tener conto della media-età molto bassa, dei tanti giovani del territorio lanciati, e dell’assenza del bomber Danilo Ruzzittu, passato la scorsa estate all’Arzachena. «Eravamo abituati a vincere, stavolta cambiava tutto, avevamo molti esordienti, ma questo è anche un punto di forza. Il salto
di due anni fa da prima categoria a promozione è stato indolore, questo in Eccellenza si è sentito, e la nuova regola delle quattro retrocessioni era una complicazione ulteriore». Però è andata bene. «Due anni di fila in Eccellenza da queste parti non si vedevano da un po’». (p.a.)

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