Un bastimento carico carico di... tifosi

Nessuna delusione fra i supporter del Lanusei dopo lo spareggio perso con l’Avellino. Nonna Ilma, 85 anni: bravi lo stesso

LANUSEI. Nonostante la sconfitta, si è festeggiato ugualmente durante il viaggio di ritorno a bordo della Moby Tommy della Tirrenia salpata da Civitavecchia in direzione di Olbia. Nessun rimpianto, dopo la sconfitta nello spareggio con l’Avellino, domenica a Rieti. Per la promozione in serie C ora ci sono i playoff, e tutti i tifosi sono concordi nel sostenere che Ladu e compagni hanno fatto fino in fondo il loro dovere.

«L’approccio al match non è stato dei migliori- dice Peppino Ladu, padre di Pietro, il capitano del Lanusei, originario di Ollollai, contitolare di un hotel a Gavoi –. L’Avellino ci è andato giù duro e dopo il secondo gol ci siamo demoralizzati. Il futuro di mio figlio? A Lanusei si trova benissimo. Ha, però, le capacità per poter giocare in una categoria superiore. Lo meriterebbe».

Stefano, padre di Federico Bonu, preferisce non parlare. «Rischio di dire cose sgradite». «La gara è stata decisa da due episodi - afferma Mauro Aresu, lanuseino doc, bancario a Castelsardo –. Hanno pesato a favore dell’Avellino l’organico superiore, la maggiore esperienza e forza fisica. Il Lanusei nelle ultime cinque gare ha avuto un calo psicologico che è coinciso con l’infortunio di Bernardotto». «Ma Bernardotto – prosegue Gian Carlo Marongiu, ristoratore –, quantunque non fosse al meglio si è battuto come un leone». Dello stesso avviso Ugo Piras, insegnante, Giovanni Battista Loi e la moglie Serenella Fiori, entrambi di Tertenia. Sono i genitori di Lorenza, 3 anni, la “mascotte” della squadra che stravede per Mattia Floris, originario di Tertenia, il suo idolo insieme a Pietro Ladu. «I giocatori sono da elogiare in blocco» dice Stefano Piras, commerciante. «Sono arrivati molto stanchi allo spareggio – incalza Sergio Marongiu, difensore del Lanusei negli anni Novanta –. Ciò nonostante non hanno sfigurato». «I ragazzi – sostiene Antonio Cama, il medico sociale – hanno dato tutto. Sul piano del gioco non hanno demeritato. Sono arrivati stanchi mentalmente per la pressione che hanno accumulato stando in testa alla classifica per quasi tre quarti del campionato».

La più anziana al seguito della squadra è Ilma Mereu, 85 anni, ex insegnante elementare. A trasmetterle la passione per il calcio la nipote Giovanna, insegnante e dirigente del Lanusei. «Mi sono sentita in dovere di venire – dice – per incitare la squadra». A bordo anche il sindaco di Lanusei Davide Burchi, il vice Salvatore Zito e gli assessori Sandra Aresu e Renato Pilia. «Non ci sentiamo affatto sconfitti – spiegano –. È un exploit non casuale ma frutto di un lavoro sinergico. Non appena si concluderà l’attività agonistica provvederemo a rifare il manto del Lixius, poi l’ampliamento e la messa a norma delle tribune e l’adeguamento degli spogliatoi».

«Non siamo stati fortunati», è il pensiero di Stefano Congiu, capitano del Lanusei nel 2006, a Rieti con la moglie Cinzia Marras e i figli Matteo e Riccardo. A bordo anche Roberto Loddo ex capitano del Lanusei fino al al 2001, con la moglie Tiziana, il figlio Luca e il nipote Francesco, Paolo Piras, ex centrocampista, con Valentina, 10 anni, pilastro della squadra pulcini. «Abbiamo ato di meritare il primato» sottolinea Andrea Deplano, speaker del Lixius. E a Rieti c’erano anche tanti tfiosi dai paesi vicini, come Carmine Deplano (Ussassai),
Antonio Sette (Villagrande Strisaili), Luigi Praxiolu (Escalaplano), Pasquale Murgia (Sadali), Federico Spano (Loceri) oltre a decine di emigrati, fra i quali Monica Carboni (Cabras), Leonardo Usai (Ovodda), Luigi Mura (Ierzu) Federica Pilia (Loceri) e Lorenzo Lai (Perdasdefogu).

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