Volley, è amore infinito tra la Nazionale e l’isola

Pubblico in delirio nei due match col Giappone e gli azzurri ringraziano Il presidente della Fipav sarda: «Alla Sardegna manca una grande squadra» 

CAGLIARI. «Grazie Sardegna». La nazionale maschile di volley ringrazia per la grande ospitalità e la calorosa accoglienza ricevute durante la duplice amichevole con il Giappone che ha avuto come scenario il PalaPirastu di Cagliari, dove per la cronaca la giovane squadra azzurra si è imposta nel primo match per 3-1 e si è arresa nel secondo al tiebreak.

Al di là delle entusiasmanti partite della nazionale guidata da Gianlorenzo Blengini, il palazzetto dello sport ha regalato agli appassionati della pallavolo due giornate di grande emozione, indimenticabili. Un pubblico molto giovane, quello che ha incoraggiato e trascinato Gabriele Nelli e compagni, composto in prevalenza da atleti e atlete di tantissime società di volley provenienti da ogni parte della Sardegna. Sassari, Porto Torres, Bosa, Oristano, Arborea, Nuoro, Sestu, Orosei, Castelsardo, La Maddalena, tanto per fare qualche nome: «Un pubblico entusiasta, che ha condiviso con la squadra azzurra una grande festa del volley - afferma soddisfatto il presidente della Fipav sarda Vincenzo Ammendola -. Ci dispiace non aver potuto accontentare tutti, perché la disponibilità dei posti era quella che era. In Sardegna, purtroppo, c'è fame di pallavolo ad alti livelli perché manca una squadra di riferimento».

Uno spettacolo nello spettacolo, perché l'entusiasmo è stato davvero alle stelle. Merito anche dello speaker Giuseppe Baratta, regista di una coreografia magica. Un pubblico coloratissimo che sugli spalti si è esibito in olè, utilizzando dei cartoncini che tra un settore e l'altro hanno formato il tricolore. Per non parlare poi dello splendido effetto di luci offerto dalle centinaia di smartphone accesi. Spettacolo, ad ogni pausa di gioco, condito anche dalla colonna sonora che il giovane pubblico ha intonato, da “Felicità” di Albano e Romina a “Volare” di Domenico Modugno. Grande coreografia anche sul taraflex quando, alla fine di ogni set, sono entrate in scena le ragazze della ginnastica ritmica della Gymnos.

Nelle tribune del palazzetto si è respirata aria di amarcord perché hanno fatto da cornice alcuni gli ex giocatori, che appartengono alla storia della pallavolo sarda. Come Giuseppe Lai, icona dell'Olimpia Sant'Antioco di A1 guidata 90 da Radames Lattari,
tra gli spalti anche Lucio Antonio Oro, attaccante del Cagliari Volley: «Sono passati già 17 anni da quando arrivai a Cagliari per indossare la maglia rossoblu – dice l'opposto brasiliano, attualmente allenatore in Polonia – . Peccato che la Sardegna non sia più rappresentata in serie A».

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