Il capitano resta a Lanusei «L’ho deciso per i tifosi»

Serie D. Pietro Ladu ha respinto tutte le offerte, non abbandona l’Ogliastra «In tanti hanno cambiato strada, avranno avuto le loro buone ragioni ma io...»

LANUSEI. Il capitano Pietro Ladu, la bandiera nelle ultime quattro stagioni della squadra bianco-rosso-verde ogliastrina, ha sciolto la riserva e, nonostante sia stato “tirato per la giacchetta”, e abbia ricevuto forti pressioni e offerte allettanti, come la maggior parte dei compagni di squadra, ha deciso di rimanere al Lanusei. Nato ad Ollolai, il paese del quale è originario il padre Peppino, il 2 giugno 1995 e residente a Gavoi, il paese del quale è originaria la madre Caterina, è cresciuto calcisticamente nelle giovanili del Taloro Gavoi, la squadra con la quale ha esordito in eccellenza all’età di 16 anni. Ha poi giocato due stagioni con il Porto Torres, una col Carpi under 19, e una con la Virtus Castelfranco Emilia. A convincerlo a trasferirsi a Lanusei è stato il mister Francesco Loi nella stagione 2015-2016. Nella stagione appena conclusa ha messo a segno 11 reti, un bottino abbastanza pesante per un centrocampista. Meglio di lui al Lanusei ha fatto solo il centravanti Gabriele Bernardotto (17 reti).

Pietro Ladu riesce a conciliare la pratica sportiva con lo studio. E’ iscritto al corso di laurea in scienze motorie dell’università telematica. Quando è libero dagli impegni calcistici e di studio aiuta i genitori che gestiscono a Gavoi l’hotel ristorante Gusana. La passione per il calcio sia lui che il fratello Fabio (jolly dell’Ollolai, prima categoria) la hanno ereditata dal padre Peppino.

Ci risulta che hai ricevuto proposte molto interessanti dal punto di vista economico da diverse società. Perché le hai rifiutate e hai deciso di rimanere a Lanusei?

«Perché a Lanusei mi sento di casa e sto bene. C’è un ambiente sereno, tranquillo, che mi permette di lavorare bene, senza avere pressioni, e di divertirmi. Non potevo deludere i dirigenti e i tifosi che mi stimano e mi apprezzano».

La maggior parte dei giocatori che costituivano la rosa hanno deciso di fare le valigie e di andare via. Chi avresti voluto fosse rimasto oltre a Floris, Bonu, Chingari, Mastromarino?

«Mi sarebbe piaciuto che fossero rimasti tutti. Il gruppo era molto affiatato. Abbiamo instaurato un rapporto di amicizia vera anche fuori dal campo. Non biasimo e non voglio giudicare coloro che sono andati via. Presumo abbiano avuto le loro buone ragioni».

Dei nuovi arrivati conosci qualcuno?

«Non li conosco di persona. Di qualcuno però ho sentito parlare in modo positivo. Il mister Gardini, così come ha fatto, in modo egregio, nella scorsa stagione, riuscirà in tempi brevissimi ad amalgamare il gruppo. I nuovi arrivati sono tutti motivati».

Il Lanusei riuscirà a ripetere la brillante stagione dello scorso ano?

«Sarà molto difficile. Il nostro obiettivo iniziale sarà una salvezza tranquilla. Poi continueremo a giocare per divertirci.
A fine campionato faremo i conti».

I tifosi si aspettano molto da te. Che cosa prometti?

«Il solito impegno, quello che ho sempre fatto nella mia carrira nel calcio. Mi adopererò inoltre per aiutare i nuovi arrivati ad inserirsi e ad amare la maglia».



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