L’highlander di Buddusò non vuole fermarsi: «Così celebro la magia della vita»

Nino Addis, 80 anni, ha appena vinto i campionati italiani di categoria nei 1500 e 800 metri. Il suo record nei 10mila (44’49’’) è ancora imbattuto: «Nessuno è più veloce di me»

BUDDUSÒ. Nino Addis è l’ultimo baluardo dello sport inteso come racconto, di quei personaggi che a guardarli da lontano ispirano subito attaccamento. E se di solito a catturare la simpatia sono le squadre o gli atleti che non sono magari proprio i fuoriclasse, quelli che arrivano sempre secondi, che sembrano più «normali», allora Nino Addis è anche l’eccezione. Lui, che nel mondo delle maratone è abituato all’eccezionale.

A 80 anni tondi tondi, è il guru assoluto delle corse. A livello regionale non c’è storia, per un periodo si era anche ritirato dalle gare per mancanza di stimoli, data la carenza di concorrenti di livello. Anzi, al suo livello. Poi è tornato sulle scene, e da qualche anno batte ogni record possibile, anche e soprattutto sul panorama nazionale. Qualche mese fa, a San Sperate, Nino si è laureato campione italiano della sua categoria, master over 80. L’ultimo trionfo, invece, arriva dai campionati italiani di Campi Bisenzio, nell’hinterland di Firenze, a inizio luglio. Da solo si è imbarcato, è arrivato in pista, ha vinto due medaglie, ed è tornato raggiante a casa sua, a Buddusò. Le ultime medaglie. Nello specifico, i successi sono arrivati nei 1500 metri e negli 800 metri. «Della mia categoria ero l’unico dalla Sardegna, ma mi ha fatto piacere vedere qualche altro sardo che ha guadagnato medaglie d’oro in altre sezioni» dice Nino Addis. L’esperienza di Firenze, prima di trasformarsi nell’ennesima epopea del campione, è partita come odissea. Oltre al viaggio in nave in solitaria, a dormire tra le poltrone, non certo il riposo più adatto ante-gara, Nino si è trovato sballottato tra un autobus e l’altro, ore di attesa, di giri a vuoto e indicazioni sbagliate, poi sotto il sole cocente, «insomma, se in quel momento avessi avuto un pulsante per essere catapultato a Buddusò, lo avrei premuto all’istante».

Arrivato al campo di gara Nino Addis si è cambiato, ha attaccato la pettorina e niente, solito copione, ha vinto. No: stravinto. I 1500 li ha completati in 6 minuti e 29 secondi, staccando di 35 secondi gli avversari; negli 800 ha lasciato dietro il secondo corridore di 17 secondi, facendo registrare un tempo di 3 minuti e 13. Oltre al gradino più alto e alla medaglia al petto, si tratta dei migliori tempi degli ultimi tre anni e sono diventati record sardi.

Sempre primo. «Era la mia prima volta in un campionato italiano in pista. Quest’anno ho fatto una ventina di gare tra regionali e nazionali, le ho vinte tutte – sottolinea fiero Nino Addis, con una punta di sfida –, la metà le corro praticamente da solo, ci gioco come al gatto e il topo». Il suo tempo sui 10mila metri che ha messo a segno a Sassari nel 2016 è ancora imbattuto nello stivale: 44 minuti e 49 secondi. «Controllo la graduatoria ogni pochi giorni», ma può star tranquillo: in Sardegna e fuori non ha alcun rivale su nessuna distanza. Lo step successivo sarebbe agli europei in Friuli in autunno, per cercare qualcuno da battere anche oltralpe. «Ma non credo di riuscire ad andare – dice laconico –, sono da solo, un conto è muoversi in squadra, c’è maggiore organizzazione e soprattutto il viaggio diventa più leggero, in compagnia passa prima. Muovermi da solo così lontano sarebbe un po’ un problema».

In principio, Nino Addis era comandante dei vigili urbani del suo paese, è solo alla soglia dei cinquant'anni che rinascerà corridore:
«Corro per celebrare la magia della vita». Il prossimo appuntamento è in occasione della sagra del carciofo, a Uri, il 9 agosto. Intanto, praticamente ogni giorno, al tramonto, non rinuncia alla corsa tra le strade di Buddusò, per rimanere in forma e raggiungere altri traguardi.

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