Nandez cuore e grinta «Mi manda Tabarez»

Il centrocampista uruguagio si è presentato ieri. Ha già conquistato i tifosi «Salvezza? Siamo forti e a me piace sognare, dobbiamo essere ambiziosi»

CAGLIARI. Un approdo che scomoda storie e personaggi illustri. Radicati negli annali e nella memoria dei tifosi rossoblù. Nahitan Nandez al Cagliari e a Cagliari è il filo che unisce idealmente Victorino e Francescoli, Herrera e O'Neill, Lopez e Fonseca. Campioni e meteore del passato.

Ma adesso il presente vede l'uruguagio di Punta del Este al centro degli applausi dei cinquecento accorsi alla Sardegna Arena. "Leon Nandez" recita un drappo. L'uruguagio che arriva a titolo definitivo per 18 milioni di euro, quinquennale fino al 2024 e circa un milione netto si stipendio annuo, cita Oscar Washington Tabarez, ct della Celeste e allenatore del Cagliari negli anni '90: «Durante la Copa America ho parlato con Tabarez. Persona squisita che stimo tantissimo, mi ha parlato bene di quando era qui da voi». Non poteva esserci frase più cara alla tifoseria. Andrea Cossu non ha dubbi: «Ricorda Nelson Abeijon. Su indicazione del presidente Giulini ho visto la finale di Copa Libertadores. Nahitan – spiega in sala stampa l'ex trequartista rossoblù, attualmente nell'area tecnica del club – mi ha impressionato, era solo contro tutti. Ha grinta, temperamento e cuore, caratteristiche da Cagliari. Vedrete che si farà amare velocemente».

La mezzala coglie l'assist: «Conosco la storia del Cagliari con gli uruguaiani, il club ha un fascino particolare per noi. Ora spetta a me far sì che la squadra sia sempre più forte: mi piacerebbe essere ricordato come i miei illustri connazionali». Si ripassa dal via. E dalla telenovela infinita sul suo arrivo: «La trattativa è stata lunga ma non ho mai dubitato di poter venire qui. Sì, ho avuto anche altre possibilità ma il progetto del Cagliari mi ha convinto. La città e la gente mi hanno già fatto un'ottima impressione». Insomma, le prove di ambientamento si sono aperte al meglio.

Il classe '97 di Punta dell'Este taglia corto: «L’obiettivo è la salvezza ma qui trovo tanti giocatori forti. Possiamo sognare qualcosa di più. Il Boca Juniors? Lasciarlo dopo tanto tempo è stata un'emozione. Ma per me si apre un cammino che guardo con molta positività». La mezzala ha preso la maglia 18, lasciata libera da Nicolò Barella: «La indosso da quando avevo quattro anni e la uso anche in Nazionale».

Diretto, senza tanti giri di parole, pronto a combattere. Accolto da centinaia di sciarpe rossoblù. Tra coretti, selfie e foto di gruppo, Nandez ha alzato le braccia al cielo. La mezzala («Ma posso fare qualsiasi ruolo del centrocampo») racconta. «Ho incrociato al Boca Juniors Daniele De Rossi: gli ho dato il benvenuto là e lui mi ha fatto l’in bocca al lupo per la mia nuova avventura. Giocare in Coppa Italia contro il Chievo? Sono pronto, vengo dalla Libertadores. Sto bene ma adesso la priorità è quella di integrarmi nel gruppo. Deciderà
il mister quando impiegarmi».

Insomma, la ruota gira veloce. Oggi Nandez incontra il gruppo ad Asseminello. Ma prima si ripassa sulla posizione. Nahitan non molla: «Nel Boca facevo la mezzala a tre e in Nazionale giochiamo a quattro e sto più largo». Rolando Maran è avvertito.

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