Il calciatore sassarese Del Fabro: «Basta Italia, meglio la Scozia»

Il difensore, 25 anni, ex Cagliari e Cremonese, ora gioca col Kilmarnock

SASSARI. Dopo Gennaro Gattuso, Lorenzo Amoruso e Marco Negri tocca ora a Dario Del Fabro, difensore centrale algherese cresciuto a Sassari e volato poi in giro per l'Italia e l'Europa del pallone, rappresentare il calcio tricolore nella Premiership scozzese, massimo campionato di Scozia. Il 31 agosto scorso ha fatto il suo esordio con la storica maglia del Kilmarnock, nella sfida esterna al St. Johnstone. Non solo, perché ha giocato titolare al centro della difesa. Di più, perché la squadra ha vinto per 0-1 e il suo nome è stato inserito nell'undici ideale del campionato alla quarta giornata. In curriculum il classe 1995 ha Cagliari, Pescara, Ascoli, Pisa, Novara e Cremonese. Ha anche tanta Nazionale giovanile ma, soprattutto, ha Leeds e Juventus, importanti stazioni di transito per la sua carriera che oggi a 25 anni lo ha portato in Scozia.

«L'anno scorso ho giocato a Cremona, durante il mercato avevo proposte in B e mi cercavano dalla serie A polacca e belga campionati poco affascinanti, per cui tanto valeva tentare una nuova avventura nella seconda serie italiana – dice -. Poi mi chiama Angelo Alessio, già vice di Antonio Conte alla Juve e al Chelsea, oggi al Kilmarnock. La sfida mi ha affascinato e colpito, non ci ho pensato e ho deciso di venire a giocare qui al nord. Campionato interessante e molto seguito dagli inglesi: Premier e ChampionShip guardano molto alla Scozia in fase di mercato. Un'esperienza calcistica positiva e, allo stesso tempo, una opportunità».

Nel paese del Celtic e dei Rangers, ma anche dell'Hearts, dell'Aberdeen e dell'Hibernian c'è anche il Kilmarnock, il più antico club di Scozia. «Una squadra che ha fatto la storia, te ne accorgi. Appena arrivato dopo un paio di gironi mi sono immerso in questa atmosfera quasi antica. I tifosi poi sono straordinariamente attaccati al club. Mi aspettavano in 200: volevano salutarmi e farmi il loro in bocca al lupo per questa avventura. Qui si vive di calcio e si vive il calcio al 100%. Bello per un calciatore sardo come me portare un pezzo d’Isola oltre Manica». Dei nuovi compagni conosceva di vista il portiere rumeno Branescu, anche lui passato dalla Juventus. Il campionato? «Intensità e aggressività pazzesca. Noi siamo più tattici, a volte attendisti, qui non aspettano l'errore dell'avversario: ogni gara è una battaglia, si corre tanto, gli uno contro uno sono tosti e molto fisici». Uno degli italiani di Scozia, Gennaro Gattuso, è stato suo allenatore al Pisa: «L'ho sentito, anche lui mi ha fatto il suo in bocca al lupo per questa ottima occasione. Mi ha detto che la Scozia lo ha forgiato e formato, che qui ha imparato a giocare con intensità e con sana cattiveria. Qui amano gli italiani, spero di poter continuare nel solco di questa tradizione».

Prospettive? «Dare il massimo. Come calciatore sono molto ambizioso e cerco di trarre da ogni situazione i migliori risultati possibile – spiega Del Fabro -. A Cremona ho giocato poco e nulla, salutata l'Italia ora mi gioco questa carta all’estero. Vediamo: alla meglio miglioro la mia carriera, altrimenti posso sempre tornare a casa». Qualche rimpianto? «Nessuno. Tutte le scelte fatte le ho fatte io. Quando sono andato al Leeds ho giocato solo una partita, in FA Cup contro il Sunderland davanti a 35mila persone: eccezionale. Alla lunga il lavoro duro e i sacrifici pagano. In Italia ho fatto il mio percorso di crescita, ho giocato in A con il Cagliari, poi tanta B e adesso questa chiamata importante cui arrivo più maturo e consapevole dei mie mezzi». Il calcio sassarese? «Sono sempre vissuto a Sassari conosco tanti
dei ragazzi che giocano fra Torres e Sassari Latte Dolce. In Sardegna ci sono tanti problemi economici, eppure bisognerebbe ripartire da noi stessi, dagli impianti sportivi e dalle strutture. Serve programmare. Solo una gestione più organizzata e profonda può dare continuità alle idee».

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