Dondero, girovago innamorato della Sardegna

A Sassari e Palau proiezione del documentario sul grande fotografo marchigiano “Calma e gesso”

SASSARI. Mario Dondero, fotografo giramondo, intellettuale raffinato, è mancato lo scorso 13 dicembre a Petritoli, non lontano dalla sua Fermo. C'è chi dice avesse scelto quel luogo, come residenza, perché il nome del borgo marchigiano era in antitesi col suo calmo e continuo girovagare. In realtà pare che la ragione prima fosse l'innamoramento, da parte della moglie, per la biblioteca cittadina.

Dondero aveva un legame forte con la Sardegna, ma credo avesse sentimenti intensi per molti dei luoghi e paesi visitati. Sulla nostra isola tornava volentieri, qui abitavano alcuni cari amici, come lo scultore di San Sperate Pinuccio Sciola, che ancora risiede nel paese museo, il fotografo maddalenino Tatiano Maiore e tanti altri. In Sardegna ha esposto prima volta a Palau, nel 2000, nell'ambito del festival Isole che Parlano, organizzato dall'Associazione Sarditudine. L'ultima mostra nell'isola, “A proposito di Robert Capa”, a Villanova Monteleone nel marzo del 2014. Quest'ultima occasione espositiva è stata organizzata dall'Associazione Ogros di Sassari, in collaborazione con Sarditudine.

Ogros e Sarditudine hanno voluto unire, ancora una volta, forze e intenzioni, per regalare a Dondero un ulteriore passaggio in terra sarda. Insieme ad Amerindia, nell'ambito della trentunesima edizione della rassegna “Un nuovo cinema per tutti”, organizzano infatti, per sabato 9 aprile la proiezione, a Sassari, del documentario “Calma e Gesso in viaggio con Mario Dondero”. L'appuntamento con questo imperdibile omaggio ad una delle figure più nitide del fotogiornalismo italiano è al Teatro Cinema Smeraldo, alle 20,30 di sabato 9 aprile. Sarà presente alla proiezione anche il regista e produttore Marco Cruciani. Il giorno successivo, domenica 10 aprile,  alle 21, Calma e Gesso verrà proposto a Palau, presso il Cine Teatro Montiggia. Anche a Palau ci sarà l'autore. Il documentario si propone di raccontare l'avventurosa storia Mario Dondero, attraverso il suo presente in continuo movimento. L'autore ha accompagnato il grande fotoreporter per quasi cinque anni, seguendo le sue ricerche, le sue mostre, inaugurazioni, conferenze, partecipazione ad eventi culturali, ma anche semplici passeggiate. Sullo schermo scorrono immagini di città, luoghi, donne e uomini, storie partigiane, storie incredibili, storie vere. Scorrono foto in bianco e nero e a colori. Scorrono strade e paesaggi. Il documentario svela un tragitto di pensieri e azioni da cui emerge uno spaccato di cronaca nazionale e mondiale vissuto in prima linea, dagli anni '50 ad oggi. Da quegli scatti lucidi e profondamente narrativi

traspare la discrezione di Dondero e la sua estraneità al sensazionalismo dei paparazzi. Non c’è retorica nel suo modo di fare fotografia, ma amore, ironia, indignazione, denuncia e umanesimo. Perché: «non è che a me le persone interessino per fotografarle, mi interessano perché esistono».

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