“Paesaggio Gramsci”, da Ales a Ghilarza i luoghi della memoria

È nata un’associazione per creare un Parco letterario. Iniziativa tenuta a battesimo dallo storico Adriano Prosperi

GHILARZA. «Uno dice: Antonio Gramsci. E quel nome gli apre agli occhi della mente un grande paesaggio, come accade con pochi altri nomi dell’intera storia civile e vita intellettuale italiana». La frase è di Adriano Prosperi, storico della Scuola Normale di Pisa, a inizio di un articolo su Gramsci comparso su La Repubblica nel novembre scorso, e sarà messa in epigrafe all’atto costitutivo e allo statuto di un’associazione che sta nascendo in questi giorni con l'obiettivo di costruire il Parco letterario “Antonio Gramsci”.

Adriano Prosperi ne è uno dei fondatori, l'ha tenuta a battesimo nei giorni scorsi prima di un’assemblea sulla tolleranza con gli studenti dell'Istituto Volta, dopo la sua seconda visita in pochi mesi a Casa Gramsci e a Ghilarza, che è, secondo lo storico, «una delle capitali morali dell’Italia». Con quell’idea di paesaggio, e con quell'ambizione a rendere innanzitutto i ghilarzesi e i sardi consapevoli della grandezza della figura di Nino, nasce “Paesaggio Gramsci” – questo il nome dell'associazione – con già molte decine di iscritti, fra i quali sindaci e amministratori a titolo personale, donne, giovani, che si riconoscono nell'obiettivo di fare di Gramsci il classico che è per molti e in molte parti del mondo, mentre qualche diffidenza resiste proprio nei luoghi dove il grande intellettuale ha vissuto anni decisivi della sua vita, da Ghilarza ad Ales, da Sorgono a Santulussurgiu e Cagliari.

Sono i paesaggi che lo hanno segnato e che ha rievocato nel corso di tutta la sua vita in pagine memorabili. A cominciare dalla vallate del Tirso, dai novenari, i paesi di pietra nera, i riti, i luoghi fisici sino alle dinamiche sociali della Sardegna di allora. La prima iniziativa di “Paesaggio Gramsci - Associazione per il parco letterario”, è dedicata a una serie di iniziative a 70 anni dalla firma degli accordi , “Uomini contro carbone”, che portò decine di migliaia di sardi nelle miniere del Belgio. Moltissimi dai paesi del Barigadu, dalle zone minerarie, dal Sulcis a Lula e Siniscola, dalla Planargia, tutte aree in gravissima crisi alla fine della guerra.

Il percorso verso il Parco letterario comincia così, con il comune di Ula Tirso e di Nughedu Santa Vittoria, entrando nel paesaggio di Gramsci per la via della storia recente dei lavoratori sardi, dell’immissione di masse di diseredati nell’Europa alle prese con l'accelerazione industriale dopo la guerra. L'associazione, che avrà sede a un passo dalla Casa Gramsci, a Ghilarza, aperta a tutti coloro che ne condividono i valori, sta lavorando alle intese con la Società Paesaggio Italiano che detiene il marchio dei parchi letterari in Italia, con le amministrazioni locali, e con la nascente Fondazione Casa Gramsci di Ghilarza, che sta mettendo insieme nella gestione della casa e del museo la proprietà (fondazione Berlinguer), gli eredi

delle famiglie Gramsci e Paulesu, l'Istituto Gramsci di Roma e il Comune di Ghilarza. La casa dell'infanzia di “Nino” è stata riconosciuta di recente dal Mibact come edificio storico, e fra qualche giorno la Camera dei deputati discuterà la proposta di legge perché diventi monumento nazionale.

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