Scatti per strada al Man: le donne di Winogrand

Dal 15 luglio a Nuoro uno dei padri della street photography

NUORO. Lo sguardo vorace sull’umanità urbana ritorna al Man col fotografo statunitense Garry Winogrand e il suo “Women (are beautiful)” a cura di Lola Garrido dal 15 luglio al 9 ottobre. La mostra realizzata in collaborazione con Chroma Photography, presenta, per la prima volta in Italia, la collezione completa delle fotografie che, nel 1975, andarono a comporre il celebre volume “Women are Beautiful”, divenuto oggi un oggetto di culto. Immagini istantanee, qui proposte attraverso una serie di stampe originali, che celebrano l’universo della donna tra il reportage della street photography – foto rubate di donne reali per le strade degli anni sessanta e settanta–, e il racconto del femminile nell’immaginario maschile. La presenza potente del corpo della donna: immagine, simbolo e oggetto per eccellenza nella società americana puritana, ma profondamente cambiata dai fremiti di ribellione dei “sixties”.

Winogrand, nato a New York nel 1928 è morto nella stessa città nel 1984, è una personalità di primo rilievo della fotografia internazionale e un protagonista assoluto della fotografia di strada. La mostra del Man si pone come naturale continuazione di quella – di grande successo– dedicata a Vivian Mayer nel 2015.

Due fotografi quasi coetanei – la Mayer era nata nel ’26–, accomunati da uno sguardo bulimico sulle abitudini urbane dell’America. Se la bambinaia con la Rolleiflex non riuscirà a diventare una professionista – da cui la rocambolesca storia del ritrovamento della sua opera– e non entrerà mai in contatto con l’editoria e il mondo della fotografia istituzionale, Garry Winogrand avrà una vita professionale molto attiva come fotogiornalista freelance, suggellata dall’esposizione del 1963 al MoMa di New York. Il suo sarà uno scatto «apparentemente distratto, quasi casuale, spesso ironico e influenzato dalla fotografia sociale di Robert Frank e Walker Evans» come scrive la curatrice nella presentazione.

Il soggetto di Winogrand sarà la gente delle strade di New York e di altre città, un’umanità colta nei posti più disparati frequentati dalla folla anonima. I luoghi dove si svolge la vita urbana sono il set dei suoi scatti: «raccontando storie laterali, prive di copione o colpi di scena, catturate sempre in luoghi pubblici: nei parchi, allo zoo, nei centri commerciali, nei musei, negli aeroporti, oppure in occasione di manifestazioni politiche ed eventi sportivi», come riporta la presentazione della mostra da parte del Man.

Famosissimi sono, infatti, i suoi scatti allo zoo di New York, dove l’umanità che guarda verso la gabbia viene a sua volta colta e registrata dall’ottica di Winegrand. Non solo folla anonima però, Garry insegue e registra – per motivi di lavoro– anche manifestazioni di protesta e raduni politici, eventi mondani e inaugurazioni di mostre. Tutto visto attraverso l’ottica grandangolare della sua Leica M4 a telemetro. Un obiettivo che, oltre facilitare la messa fuoco, include una larga parte di spazio intorno al soggetto accentuando l’effetto di coinvolgimento da parte dello spettatore e comprendendo particolari che si trasformano da “cornice” in elementi fondamentali

dell’immagine. Sembra uno sguardo più aggressivo e ravvicinato di quanto non fosse quello di Vivian Mayer – più partecipato tenero ed empatico– . Nel lavoro di Winogrand si coglie di più, dietro la macchina, l’esperienza del fotoreporter professionista che deve “portare a casa la foto”.

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