Il Novecento attraverso gli occhi di Joyce Lussu

Premio Villanova Monteleone al documentario di Marcella Piccinini sulla scrittrice e partigiana

VILLANOVA MONTELEONE. “La mia casa e i miei coinquilini (Il lungo viaggio di Joyce Lussu)” di Marcella Piccinini ha vinto la quarta edizione del Premio Villanova Monteleone per il miglior documentario italiano. Il lavoro della regista di Montichiari ripercorre l'esperienza umana, politica e culturale di Joyce Lussu, moglie di Emilio Lussu e protagonista di primo piano del secolo scorso. Ad assegnare il premio, sabato sera, una giuria tecnica formata da Giommaria Monti (giornalista, scrittore, autore di programmi tv), Alessandro Macis (sceneggiatore) e Marino Canzoneri (operatore culturale e presidente regionale Arci). Questa la motivazione del premio: «La forza del documentario sta nella capacità di intrecciare tre storie: privata, politica e intellettuale. Attraverso la figura di Joyce Lussu vengono raccontati tre momenti fondamentali del suo vissuto e della storia europea del ventesimo secolo: la resistenza al nazi-fascismo, la nascita della democrazia nei paesi devastati dalla guerra e dalla dittatura e il ruolo degli intellettuali. Nel documentario vi è un utilizzo ponderato e accorto del materiale d'archivio dove emergono le figure di Emilio Lussu e del poeta Nazim Hikmet. La storia è impreziosita dalla voce dell'attrice Maya Sansa che legge le pagine di Joyce Lussu e dall'intervista alla stessa Lussu curata dal regista Marco Bellocchio. Grande produzione utilizzata bene».

Un altro premio è stato assegnato a “I'm Festival”, ambientato nella città turca di Mardim, di Alessio Perisano e Mario Vezza, dai quindici ragazzi che quest'anno formavano la giuria della Consulta Giovanile di Villanova Monteleone, «per aver mostrato una realtà di condivisione e arte in ambienti poveri di stimoli per le nuove generazioni. Per aver dimostrato con efficacia che l'impegno sociale si può sposare con attività che strappano un sorriso a bambini che vivono al confine con paesi dilaniati dalla guerra».

La giuria tecnica e la giuria della consulta giovanile sono state poi concordi nell’assegnare una menzione speciale a “Non voltarti indietro” di Francesco Del Grosso che punta i riflettori sui di arresti di persone innocenti, che ogni anno avvengono in Italia in seguito ad errori giudiziari. La giuria tecnica ha spiegato la menzione speciale con questa motivazione: «Per aver raccontato, con grande capacità narrativa e padronanza del linguaggio cinematografico,

cinque storie drammatiche di mala giustizia e ingiusta detenzione». Questa la motivazione della giuria giovanile: «Per la profondità del tema trattato che, nonostante sia poco conosciuto, è in grado di smuovere le coscienze aiutando a dare il giusto peso al valore della libertà individuale».

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