Il canto sardo incontra la Georgia

Al via a Iglesias “Mare e miniere” con incontri, concerti e un convegno

IGLESIAS. Antiche tradizioni polifoniche e del cantare sacro in Sardegna e Georgia a confronto nell'ambito del programma di quattro giornate allestito dalla rassegna “Mare e miniere”, tra Iglesias e Sant'Antioco, con concerti, incontri e un convegno ad hoc. “Mare e miniere” ha voluto puntare i riflettori su una realtà culturale poco conosciuta ma con evidenti, e per certi versi straordinari, punti di contatto con la nostra.

Dichiarato nel 2001, patrimonio dell'umanità - come è stato per il canto a tenores - il canto georgiano è una tradizione molto ricca, con origini che affondano a oltre duemila anni fa. Elemento peculiare e distintivo del canto georgiano - anche rispetto ai popoli che circondano quel territorio - è la polifonia. Di grande e variegata complessità, questa antica tradizione consiste in quattro tipi (a bordone, contrappuntistica, quella parallela o “dissonante”, e quella “ostinata” ). Nella montagnosa Svanetia si pratica l’arcaica polifonia “dissonante”, nella Georgia occidentale è diffusa quella contrappuntistica con lo yodel, mentre la zona orientale, la Khaketia è la patria del dialogo delle melodie melismatiche di due solisti con l'accompagnamento del bordone. La polifonia “ostinata” è presente in tutte le regioni. A rappresentare ufficialmente la Georgia domani alle 20 nella cattedrale di Santa Chiara sarà l'ensemble Adilei formato da otto giovani e talentuosi cantanti. A mostrare e far scoprire sorprendenti analogie con il cantare sacro dei sardi, nell'ambito della stessa serata sarà Su Cuncordu ‘e su Rosariu Santu Lussurgiu, composto da Giovanni Ardu, Mario Corona, Roberto Iriu e Antonio Migheli, e a seguire le voci femminili di Elena Ledda, Simonetta Soro e Gabriella Aiello, mentre la parte musicale è curata da Mauro Palmas, liuto cantabile e Alessandro Foresti, all'organo. Il concerto verrà replicato l'indomani alla stessa ora nella basilica di Sant'Antioco martire a Sant' Antioco (qui il recital proseguirà all'esterno con la presentazione di canti profani). “Dialogando con la tradizione”, infine, è il titolo delle due giornate di confronto e interviste-concerto

coordinate da Bruno Gambarotta. Il primo appuntamento è il primo settembre alle 20 in piazza De Gasperi con Elena Ledda, i Tenores di Oniferi e Totore Chessa. Il secondo è l'indomani e vedrà sul palco Su Concordu e' Su Rosariu di Santu Lussurgiu e il maestro delle launeddas Luigi Lai.

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