“Mare & Sardegna” al Teatro Massimo

Tra musica, teatro e letteratura nel segno di David Herbert Lawrence

CAGLIARI. La Sardegna vista con gli occhi di un viaggiatore europeo, che ha deciso di raccontarla: domenica 25 settembre alle 19 nel Teatro Massimo di Cagliari arriva “Mare & Sardegna. Racconti di un’isola tra musica, teatro e letteratura”, una produzione dell’associazione culturale Anton Stadler di Iglesias, per la regia di Simeone Latini.

Intrecciando musica, letteratura e video, lo spettacolo, realizzato con il contributo della Fondazione di Sardegna, ripercorre pagina dopo pagina l’omonimo libro di David Herbert Lawrence che nel 1921, insieme alla moglie Frieda, si avventurò per la Sardegna nel viaggio che, partendo dalla città capoluogo, lo portò a visitare anche i più nascosti anfratti dell'entroterra.

In “Mare & Sardegna” è la voce dell’attore e regista Simeone Latini a prendere per mano lo spettatore e guidarlo lungo lo stesso itinerario descritto con grande potenza evocativa dalla penna di Lawrence. Contemporaneamente, sul fondo del palco scorrono le immagini del video curato da Luca Sgualdini: spezzoni presi dal film “Cainà” (1922) di Gennaro Righelli, uno dei primi film di figura girato nell'isola, e video realizzati dallo stesso Sgualdini nella Sardegna di oggi. A fondersi con le immagini e le parole sarà la musica, scritta apposta per questo lavoro dal compositore Fabio Furìa, e suonata dal vivo dal suo Novafonic quartet, una formazione composta da musicisti d'eccezione, solisti e prime parti in importanti orchestre (Fabio Furìa al bandoneon, Gian Maria Melis, al violino, Marcello Melis al pianoforte, Giovanni Chiaramonte al contrabbasso).

Proprio nella musica sta la più grande ambizione di “Mare & Sardegna”: l'intenzione di Furìa non è quella di proporre musiche sarde ma suoni e musiche della Sardegna, consegnando alle note e a mezzi puramente musicali la funzione di proporre al pubblico suggestioni dei paesaggi dell'isola. Un importante lavoro di ricerca poetico-narrativa e comunicativa che propone una visione dell'isola non dal punto

di vista di un sardo, ma da quello di un turista colto e curioso che l'ha visitata, amata, vissuta sulla sua pelle e ha deciso di raccontarla. Un racconto di viaggio che è riuscito a tracciare l’essenza della Sardegna e della sua gente, restituendo al lettore tratti riconoscibili ancora oggi.

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