Foiso Fois, alfiere del realismo mediterraneo

La Fondazione Sardegna ricorda il pittore nel centenario della nascita: colori e passione politica

CAGLIARI. Pittore innovativo che ha lasciato un segno forte e di respiro internazionale nell'arte contemporanea sarda. Ma anche intellettuale impegnato, amico di Emilio Lussu e Salvatore Cambosu, rampollo di famiglia socialista, partigiano, imprigionato dai nazisti e sempre in prima fila nella lotta dei Diritti. E pure formatore di rango di tanti artisti.

Questo è stato Foiso Fois, un gigante della cultura sarda del nostro tempo, di cui questo mese ricorre il centenario della nascita. A Fois è stato dedicato “Cento anni di talento”, incontro organizzato dai figli Barbara e Corrado, mercoledì in una gremita sala della Fondazione del Banco di Sardegna, con le relazione di due storici dell'arte, Giorgio Filippini e Gianni Murtas, precedute da un filmato sulle vicissitudini del pittore nato ad Iglesias nel 28 dicembre del 1916. Il padre Salvatore, direttore all’epoca della miniera di Monteponi dovette presto abbandonare l’isola con la famiglia per la Toscana perché rifiutava di aderire al Fascio.

Rientrato anni dopo nell’Isola, il giovane Foiso consegue il diploma di perito agrario nel 1938. L’anno dopo si trasferisce a Genova per studiare Economia e commercio riparando poi, nei primi anni di guerra, a Firenze. Nel 1943 è a Biella dove aderisce alle formazioni partigiane. Arrestato dai nazisti venne liberato nel 1944. Tre anni dopo si diploma presso l’Accademia Reale Albertina di Torino. Nel 1948 torna in Sardegna e partecipa attivamente al movimento artistico regionale, inaugurando a Cagliari anche il primo liceo artistico dell’isola (allora in forma privata). Lo stesso liceo in seguito divenuto statale, fu diretto da Fois per diverso tempo. Da dieci anni è intitolato alla sua memoria e, purtroppo, continua a vivere – come ha testimoniato al convegno la preside Ignazia Serra – in una situazione di precarietà, povero di mezzi e strutture, al centro di una mobilitazione che vede uniti insegnanti e studenti.

Gli stessi che inaugureranno il 16 dicembre negli spazi di Banca Intesa in viale Bonaria, un museo virtuale dedicato alle opere di Foiso Fois. Dalla celebre “Tonnara” ai ritratti, dalla grafica alla scultura. Un altro segno di quanto profonda ancora sia la stima e il rispetto per questo artista.

Uomo di cultura vasta e poliedrica, Fois si ergeva nella Sardegna degli anni del dopoguerra, dai Cinquanta ai Settanta, grazie alla sua formidabile levatura. Un “Socialista libertario, profondamente e radicalmente antifascista. Artista e studioso che conosceva le radici dell’arte e della cultura sarda: le usava per andare oltre, facendo, gramscianamente, quel passo in più necessario per confrontarsi con il mondo” così ha fotografato Gianni Murtas, autore di un esauriente saggio dedicato al pittore, uscito per Ilisso.

Alfiere di un “realismo mediterraneo” che viene da lontano (Paolo Uccello, Piero della Francesca...) e poco ha a vedere

con il cosiddetto “realismo socialista” anche di un Guttuso” ha puntualizzato Pellegrini. A chiudere infine il racconto intenso ed appassionato del figlio Corrado che ha dipinto con tratti decisi il ritratto di un uomo di grandi passioni e il dietro le quinte di un artista senza compromessi”.

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