Olmedo, angolo subtropicale per ammirare dal vivo il volo delle farfalle 

Inaugurata  la prima “Butterfly House” dell’isola Una biosfera di 600 metri quadri che ha stregato i visitatori

OLMEDO. C’è un angolo tropicale nascosto in Sardegna, subito dopo le ultime case di Olmedo, lungo la vecchia strada che porta ad Alghero. Un luogo dove quattrocento farfalle svolazzano nel loro ambiente, si posano sulla spalla dei visitatori, lasciano a bocca aperta i bambini e quando sono stanche si posano nei loro coloratissimi “Butterfly Cafè” per ritemprarsi con la frutta tagliata appositamente per loro. Una biosfera di seicento metri quadri che ricrea perfettamente il clima subtropicale, con decine di piante, pappagalli e insetti rari. È la Casa delle farfalle della Sardegna, inaugurata appena due settimane fa e già meta di centinaia di visitatori che hanno fatto registrare il “sold out” nei primi due week-end. Arrivano i vicini di casa di Olmedo e Alghero, i sassaresi, i turisti che bazzicano in questo angolo del Nord Sardegna. Appassionati, curiosi, anziani, famiglie intere attratte dalla possibilità di trascorrere una giornata particolare in un parco tirato su a tempo di record e che attende ancora di essere completato con altre attrazioni a tema natura.

LA BIOSFERA. È il punto forte dell’attrazione, completata poi da un parco giochi per bambini e una piscina che permette di accogliere i visitatori per tutta la giornata. Una struttura di seicento metri quadri dedicata interamente al volo delle farfalle, con laghetti, piante, fiori, e un percorso dove i visitatori possono pian piano scoprire le farfalle. Sono presenti una quarantina di specie, coloratissime, spettacolari, di tutte le dimensioni. Alcune svolazzano per la biosfera, le altre bisogna scoprirle mentre riposano sui rami o si nutrono posate sui fiori. Non ci si arriva subito, ma è il punto di arrivo di un percorso guidato che prepara i visitatori a quello che vedranno dal vivo. Si comincia con una prima sala di pannelli dedicati alla farfalle, con informazioni generali e particolari. Il secondo passo è una sala con alcuni maxischermi che trasmettono un filmato di una decina di minuti dedicato al mondo delle farfalle e anche a come è possibile trasportarle da un continente all’altro con un progetto assolutamente ecosostenibile.

DALL’HONDURAS ALL’ITALIA. Tutto comincia nell’America centrale, dove questi bellissimi lepidotteri hanno il loro habitat naturale. Esistono grandi allevamenti di farfalle che impiegano il personale senza sfruttarlo e che vengono utilizzati anche per coprire i danni della deforestazione selvaggia, visto che vengono installati in luoghi precedentemente maltrattati e utilizzati per ricreare la vegetazione distrutta. Le farfalle vengono fatte riprodurre e quando le larve sono pronte, vengono inviate in Europa dove arrivano nel giro di quattro-cinque giorni e le migliori ditte specializzate si trovano in Germania e Olanda. Da qui l’ulteriore passaggio in Italia, in questo caso a Olmedo. Dove ad attenderle ci sono le casette appositamente predisposte per permettere loro di completare lo sviluppo, tanto che nella biosfera è possibile assistere all’emozionante momento della nascita di una farfalla che piano piano si libera della vecchia “pelle” ed è pronta a volare nel giro di qualche ora, quando le ali saranno abbastanza forti.

UN’IDEA FOLLE. Le prime ruspe in questo terreno che dista un km e mezzo da Olmedo hanno cominciato a ruggire il 23 marzo, l’inaugurazione della “Butterfly House Sardegna” è stata festeggiata a metà giugno. Una corsa folle per arrivare pronti all’estate e concretizzare un’idea «nata in un luogo sperduto e imprecisato della Germania - dice Vittorio Cadau, uno dei responsabili del parco –, durante uno dei tanti viaggi in giro per il mondo che ho fatto insieme ai miei colleghi». L’impulso è arrivato dalla Cooperativa Achantus, nata nel 2012 dalla volontà di quattro agronomi specializzati in diversi settori, una biologa e un naturalista «e un contributo fondamentale è arrivato dal professor Roberto Pantaleoni, del dipartimento di Agraria di Sassari, nostro insegnante ai tempi dell’università. Abbiamo alle spalle anche un’esperienza nel campo del florovivaismo, con questo progetto abbiamo voluto ulteriormente ampliare il nostro orizzonte. Abbiamo investito tanto e questa è soltanto la prima parte di quello che sarà il parco».

In preparazione c’è anche un parco didattico dei profumi, con un percorso di esperienze sensoriali dedicati ai non vedenti, e a novembre sorgerà l’AfriSpa.

IL PAESE DELLE FARFALLE. «Siamo in costante contatto con l’amministrazione comunale, vogliamo che Olmedo diventi il paese delle farfalle così come lo è diventato Bordano, un piccolo paese del Friuli dove sorge la più grande struttura italiana di questo tipo, grande il doppio della nostra. Proprio con quella struttura stiamo collaborando per la formazione del personale e per tutte le informazioni che servono per mandare avanti la struttura» aggiunge Vittorio Cadau, che essendo dirigente regionale della Coldiretti si è attivato anche per coinvolgere altre associazioni nel progetto che infatti vede anche la partecipazione della stessa Coldiretti e della Lega Coop: «Ci hanno sempre detto che non riuscivamo a lavorare insieme e devo dire che in tempi come questi, molto difficili per tutti, non è affatto semplice stringere accordi ma ci siamo riusciti – chiude Cadau –. E questo dimostra che in Sardegna, quando siamo uniti, possiamo fare anche cose importanti. In questo momento lavorano quaranta persone, dodici delle quali dedicate alla “Butterfly House” vera e propria e non vogliamo certo fermarci qui. Dobbiamo completare il parco didattico e offrire opportunità di lavoro e visite anche durante la stagione invernale».
 

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