Perdasdefogu, chiusura col Pasternak di Mancosu

PERDASDEFOGU. Col libro di Paolo Mancosu “Zivago nella tempesta” (Feltrinelli) si chiude stasera (ore 21, piazza Biblioteca Daniele Lai) la settima edizione del festival letterario “Settesere...

PERDASDEFOGU. Col libro di Paolo Mancosu “Zivago nella tempesta” (Feltrinelli) si chiude stasera (ore 21, piazza Biblioteca Daniele Lai) la settima edizione del festival letterario “Settesere Settepiazze Settelibri” che verrà chiusa da Marco Cassini, ideatore e regista del “Superfestival” che ha debuttato quest'anno alla Fiera del libro di Torino. Prima di Cassini la giornalista Laura Silvia Battaglia spiegherà il senso del grande punto interrogativo in rosso dopo la frase di Sergio Atzeni “Sulla terra leggeri” filo conduttore della manifestazione. Con Mancosu – a parlare dei rapporti fra Boris Pasternak e Giangiacomo Feltrinelli – saranno lo storico Luciano Marrocu e la giornalista Caterina Pinna. Il sax e il jazz di Gavino Murgia darà un senso musicale alla serata.

Ieri la manifestazione (organizzata dalla Proloco e interamente finanziata dalla Fondazione di Sardegna) si è chiusa a mezzanotte in una piazza Cent'anni di solitudine mai così affollata, con le sole letture di brani letterari dei tre Nobel Bob Dylan, Gabriel Garcia Marquez e Grazia Deledda oltre a pagine di Voltaire (esposti dalla docente di letteratura Elisabeth Groelli di Aix en Provence), Manzoni, Gramsci, Calvino, Fiori, Angioni, Senghor, Arundhati Roy, Rosa Giuloiana Lai e Nicola Lagioia. Ed è strato il professore di Letterature comparate dell'università di Cagliari Mauro Pala a legare fra loro i vari autori passando dal secolo dell'illuminismo a quelli del romanticismo fino alla letteratura contemporanea. Grandi applausi per il brano di Giulio Angioni tratto da “Sulla faccia della terra”. Successo analogo – venerdì sera – nella chiesa di san Sebastiano col libro “Teorema dell'incompletezza” di Valerio Callieri proposto da Cristian Mannu e dall'organetto di Matteo Murru mentre si parlava delle stragi italiane impunite dal sequestro Moro ai crimini della caserma Diaz di Genova.

Oggi sarà al centro dell'ultima giornata del festival l'epopea di un romanzo cher ha segnato la politica e la letterature del Novecento. Paolo Mancosu (che insegna Filosofia della matematica all'università della California) ha sostenzialmente un romanzo attorno al romanzo. La pubblicazione del "Dottor Zivago", nel 1957, è uno degli eventi chiave della storia culturale del ventesimo secolo. Sullo sfondo, l'Europa lacerata dalla Guerra fredda, lo scontro senza esclusione di colpi tra Usa e Urss, il silenzio minaccioso che la Cortina di ferro aveva calato sull'intero blocco sovietico.

Sfidando la censura e le ritorsioni del Cremlino, Pasternak riesce ad affidare il suo manoscritto al giovane Giangiacomo Feltrinelli, che aveva appena fondato la casa editrice e che di lì a poco avrebbe dato alle stampe la prima edizione mondiale del romanzo.
A sessant'anni di distanza Mancosu rivela i retroscena di quell'avventura editoriale e culturale, politica e diplomatica, individuale e collettiva, portando alla luce un intrigo internazionale che ha visto coinvolti spie e intellettuali, nonché politici e governi di molti paesi.



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