A due passi da Osilo sulla rupe di San Lorenzo

La bella vallata di San Lorenzo, che si apre tra le colline a nord di Osilo, viene ricordata per i tentativi che si fanno di salvaguardare gli antichi mulini ad acqua che hanno macinato cereali fino...

La bella vallata di San Lorenzo, che si apre tra le colline a nord di Osilo, viene ricordata per i tentativi che si fanno di salvaguardare gli antichi mulini ad acqua che hanno macinato cereali fino ad alcuni decenni fa. La strada che la percorre tocca la frazione che porta lo stesso nome. Qui colpisce la chiesa parrocchiale, dedicata ovviamente a San Lorenzo, che domina il percorso dall’alto di una rupe. Secondo gli esperti è il rifacimento di una costruzione precedente, eseguito probabilmente ai primi del Novecento. La facciata, imponente in proporzione alla modestia dell’edificio, è anche elaborata: tagliata da quattro lesene, ha il portale delimitato da semicolonne e sormontato da una lunetta con l’immagine del santo. Ai lati si aprono due porte minori e al di sopra una finestrella circolare; il tutto sovrastato da un elegante campanile a vela. Nono-

stante questa imponenza «di facciata», l’edificio non è in buone condizioni, e al momento non viene utilizzato. Ma nel parlarne non si può fare a meno di ricordare la tragedia che toccò nel marzo del 1957 una famiglia che abitava in una casa vicina: un masso precipitato da una rupe uccise nella culla un bambino di pochi mesi. Lo scrittore e poeta Antonio Strinna, che è cresciuto in questi luoghi, ne ha tratto
l’ispirazione per la canzone in sardo «Badde lontana», molto nota nell’isola e conosciuta anche fuori: «Valle lontana, valle Lorenzo /», recita, «solo io piango pensando a te. // Me l’hai ucciso senza pietà / con una roccia rubata a Dio… / come faccio a perdonarti?». (salvatore tola)

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