Jazz e melodia, Dromos applaude Kinga Glyk

La bassista polacca dalla tecnica sopraffina tiene banco per un’ora sul palco di Nughedu Santa Vittoria

NUGHEDU SANTA VITTORIA. Una tecnica sopraffina e una forte propensione alla melodia. Incanta, Kinga Glyk, la bassista polacca alla guida del trio a lei intestato. Già superstar nel suo paese d’origine, la musicista ventenne si sta ritagliando uno spazio sempre più ampio nel mondo del jazz e del blues europeo. Accompagnata da Stepien Wojciech alle tastiere e dal padre Irek alla batteria, il trio ha presentato al pubblico presente nel santuario San Basilio le canzoni contenute nel secondo cd “Happy Birthday”. Con una ottima padronanza dello strumento ha tenuto banco per poco più di un’ora con frequenti incursioni nel jazz fusion. Una manciata di brani strumentali in cui la giovane artista cerca di esprimere la sua esperienza di vita e le speranze per un futuro brillante davanti a sé. Così viene spiegato il brano “Hope”, la speranza di fare sempre le scelte giuste per avere un percorso di vita senza pentimenti.

In attesa del Mamma Blues (Nureci dal 13 al 15 Agosto), Dromos prosegue in questi due giorni di pausa dalla musica live con una serie di eventi collaterali. Oggi e domani è prevista la proiezione di due film legati al tema della diciannovesima edizione, “Prigioni.” Questa sera a partire dalle 21.30 in piazza Corrias verrà proiettato il film “Nel mondo grande e terribile”, gli ultimi dieci anni della vita in prigionia di Antonio Gramsci, attraverso le parole scritte nelle “Lettere e nei Quaderni dal Carcere”. Domani, stessa ora e stessa location, sarà il turno del film documentario di Salvatore Garau “La tela” (Canvas) esordio dietro la telecamera per l’estroso artista di Santa Giusta. L’evoluzione di una tela bianca di 10 metri quadri all'interno dell'Istituto Penitenziario di Massama a Oristano. Lo scopo è stato quello di condividere l'energia di chi non è abituato alla libertà, quella creativa e quella fisica.

Restano aperte, fino al primo ottobre, le due mostre ad Oristano associate a Dromos, entrambe curate da Chiara Schirru e Ivo Serafino Ferru. In “The Brig”, nella Pinacoteca Carlo Contini,, sono esposte le opere in cui vengono rappresentate le prigioni mentali prima che fisiche.
“Identity bodies” è invece fruibile nell’elegante hall dell’Hotel Mistral 2 . Una serie di opere pittoriche e fotografiche in cui il corpo e la sua ostensione del quale, l'arte contemporanea ne ha fatto un vangelo proprio, il “Sancta Sanctorum del conflitto e del controllo sociale”.

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