ISOLE CHE PARLANO 

A Golfo Aranci dialogo tra folk e jazz

Alle 18.30 a Cala Moresca i Fantafolk con Arricardo Pitau

PALAU. Dopo la conclusione delle prime tre giornate di laboratori e spettacoli dedicate ad adolescenti e bambini, e la presentazione, ieri sera al Cine Teatro Montiggia, dei risultati dei percorsi laboratoriali, prendono il via da oggi le due sezioni di musica e fotografia del festival internazionale “Isole che Parlano”.

Il primo appuntamento odierno si terrà alle 18 e 30 a Golfo Aranci, nella suggestiva cornice della spiaggia di Cala Moresca. In programma una produzione originale del festival, nata dalla collaborazione con l'Archivio Mario Cervo di Olbia e il Comune di Golfo Aranci. Protagonisti il duo Fantafolk, composto da Andrea Pisu alle launeddas e Vanni Masala all'organetto diatonico, che dialogheranno con il trombettista di Guasila Arricardo Pitau. Un interessante connubio tra le "nodas" dei Fantafolk e il variegato linguaggio musicale di Pitau, nel quale la musica balcanica e il jazz incontrano la tradizione isolana più autentica. I Fantafolk da alcuni anni, infatti, portano avanti un percorso di sperimentazione che, partendo dagli schemi ritmici dei balli sardi, si apre a diverse influenze esterne creando una musica coinvolgente e dal forte carattere personale. In occasione del concerto presentato a “Isole che Parlano” la ricerca dei due musicisti si intreccia con quella del trombettista avant-jazz sardo che si muove in ambiti musicali differenti, creando un ponte tra la tradizione e i sentieri della musica improvvisata e del jazz più creativo.

La serata proseguirà alle 21, al Centro di Documentazione del Territorio di Palau, con l'attesa inaugurazione della mostra “Con la boca abierta” di Cristina Garcia Rodero, realizzata in collaborazione con l'Instituto Cervantes, Ceart e Ogros fotografi associati. La mostra resterà aperta fino al 30 settembre. “Con la boca abierta” è la prima retrospettiva tematica di Cristina Garcia Rodero, un'esposizione che abbraccia tutta la sua produzione fotografica, dai primi anni settanta sino ai suoi lavori più recenti. In mostra un nucleo di 55 fotografie in bianco e nero, selezionate dalle oltre trentamila visionate per costruire questa proposta espositiva, che seguono un preciso filo conduttore, quello del gesto della bocca aperta. Un atto fisico che ci accomuna tutti e che per Cristina Garcia Rodero diventa espressione del sentire umano.

Dopo una
degustazione di vini di alcuni piccoli e magnifici produttori sardi, ci sarà un incontro con la fotografa spagnola, l'unica esponente del suo paese a far parte della prestigiosa e storica agenzia Magnum. La Rodero parlerà del suo lavoro e del tema: "Riflessioni sull'etica di un mestiere".

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