Cinema a Nuoro: al via  il festival IsReal con “Surbiles” di Columbu

All'Eliseo ospiti speciali Massimo D’Anolfi e Martina Parenti, autori di “Spira Mirabilis”. Il concorso apre con “Dark on Dark” di Thivolle, il passato coloniale che ritorna

Parte la seconda edizione di IsReal – Festival di cinema del reale “Sguardi sul Mediterraneo”, organizzato dall’Isre di Nuoro con la collaborazione di Fondazione di Sardegna e Fondazione Sardegna Film Commission, e con la partnership del Teatro Eliseo. Il Festival, che avrà luogo all’auditorium del Museo del costume da oggi 3 ottobre all’8 ottobre per la direzione artistica di Alessandro Stellino, anche quest’anno si presenta ricco di eventi: 24 i film in programma, 9 le anteprime nazionali, 8 i film in concorso.

Il film di apertura del festival è l’attesissimo “Surbiles” di Giovanni Columbu, in prima assoluta nazionale dopo il fortunato passaggio al Festival di Locarno. In un'atmosfera inquietante e sovrannaturale, quasi da film horror, in un mondo di inquietudini, sospeso tra sogno e realtà come quello di David Lynch, il documentario racconta le vampire della tradizione sarda: donne cui un tempo veniva attribuita la morte improvvisa e inspiegabile dei bambini. Il regista sarà a Nuoro in occasione della proiezione, accompagnato dalla figlia Simonetta, attrice protagonista del film.

COLUMBU E MEREU.  Il film di Columbu sarà accompagnato dal corto documentario di Ignazio Figus “La cena delle anime” (ambientato a Orune, prende il via dalla preparazione di un banchetto per i defunti, non senza punte di tagliente ironia ma nel massimo rispetto della tradizione), mentre domenica 8, in occasione della cerimonia di chiusura e premiazione, si proietterà “Futuro prossimo” di Salvatore Mereu, dove si raccontano le storie di Rachel e Mojo, che vagano per Cagliari alla ricerca di un lavoro che non c’è. Realizzato nell’ambito di un progetto di collaborazione tra il regista e l’Università di Cagliari, con studenti impegnati nelle varie mansioni della pratica cinematografica, il cortometraggio è interpretato da attori non professionisti che hanno vissuto realmente, seppur non alla lettera, le esperienze filmate, nell’idea “zavattiniana” che guardare al mondo sia sempre la via maestra per dar voce a un sentimento e raggiungere una presa di coscienza.

IL CONCORSO. Otto i film in concorso, tutti d’ambito Mediterraneo. “Dark on Dark” di Laurent Thivolle: in una piazza di Tolosa, uno studente universitario incontra per caso il figlio di un re di una tribù del Niger. La sua voce è quella dei subalterni del mondo, discendenti di sovrani che si ritrovano ridotti ai margini della società. In prima nazionale. “Gondwana” di Riccardo Giacconi supera le barriere del documentario per raccontare l’unica comunità di Tuareg stanziata in Italia e il loro lungo cammino, tra territori rocciosi da cui affiorano le ossa di un misterioso animale gigante, il mitico “Jobar” che terrorizza i bambini. In prima nazionale.

Con “Meteorlar” di Gurkan Keltek si va in un Kurdistan violato e sconvolto dalla guerra, dove il caos è imperante: attraverso frammenti di immagini si ricostruisce la narrazione di un presente rimosso, testimonianza di una lotta disperata di un popolo contro l’ingiustizia. In prima nazionale. In “House in the Fields”, Tala Hadid (nipote del celebre architetto Zaha Hadid) tratteggia un ritratto intimo e lirico di una comunità berbera che vive da anni isolata sulle montagne dell’Alto Atlante in Marocco e la fine dell’infanzia di due sorelle.

“Moo Ya” di Filippo Ticozzi racconta il viaggio senza meta di Anthony Modesto Opio, un cantastorie cieco che vive in un villaggio isolato dell’Uganda e che parte – guidato dal suo bastone – per ridefinire le coordinate di un mondo segnato da ferite profonde. “Onomanzia” di Fatima Bianchi è la storia del nome Fatima nel suo significato multiplo, città, santa, donna, canto, preghiera: diverse forme di espressione legate a un nome, che permettono loro di superare confini geografici e religiosi, barriere linguistiche e politiche.

In prima nazionale “Rio Corgo” di Maya Kosa e Sergio da Costa ci conduce nelle atmosfere sospese e rarefatte di un villaggio portoghese in cui prendono vita i racconti del passato avventuroso dell’anziano Silva, riparatore di ombrelli, contadino, pastore, barbiere, muratore, minatore, giardiniere, clown e mago. In prima nazionale. Infine, “Spectres Are Hauting Europe” di Maria Kourkouta e Niki Giannari ci mostra un esercito di spettri che si aggira per l’Europa, intrappolato nei suoi confini blindati: sono i profughi di Idomeni raccontati dallo sguardo lucido e rigoroso della giovane coppia di cineaste greche.

FILM FUORI CONCORSO.  Il problema dei migranti è centrale anche in due film presentati fuori concorso: “Enjoy the Ride” di Ferruccio Goia e “Sulla stessa barca” di Stefania Muresu. Imperdibile lo strabiliante “The Challenge” di Yuri Ancarani: ambientato in Qatar, il film racconta di un giovane sceicco che raggiunge una località in mezzo al deserto, in uno scenario di sfarzo abbacinante, per mettere in atto un’incredibile competizione, che ha come protagonista un falco. “Liberami” di Federica Di Giacomo prende il titolo dall’invocazione pronunciata dalle tante persone che affollano ogni martedì la chiesa di Padre Cataldo, esorcista siciliano, possedute dal demonio o forse solo dal male di vivere. “L’isola di Medea”, di Sergio Naitza, è invece un omaggio a Maria Callas nel quarantennale della morte (16 settembre 1977).

OSPITI D’ONORE. Ospiti speciali dell’edizione 2017 del Festival saranno Massimo D’Anolfi e Martina Parenti, autori di “Spira mirabilis”, presentato in concorso al Festival di Venezia. Tra le loro opere in programma a Nuoro anche “Materia oscura”,

documentario sul Poligono sperimentale di Salto di Quirra, luogo di guerra in tempo di pace dove, per oltre cinquant’anni, i governi hanno testato “armi nuove” e fatto brillare vecchi arsenali militari, con esiti molto gravi per il territorio e per la salute dei suoi abitanti.
 

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