A Milano i docufilm di Fiorenzo Serra

Le opere del regista di Porto Torres riscoperte al festival “Visioni del mondo” grazie a Peter Marcias

MILANO. Oggi a Milano, nell’ambito della terza edizione del festival “Visioni dal Mondo”, saranno presentate alcune parti del progetto cinematografico “Uno sguardo alla terra”, del regista Peter Marcias. Il documentario, ancora in lavorazione (sarà pronto a fine 2017), parte dalle immagini restaurate del capolavoro di Fiorenzo Serra “L’ultimo pugno di terra”. L’opera, già richiesta da numerosi festival di cinema documentario, è prodotta da Capetown Film in collaborazione con Società umanitaria cineteca sarda (che custodisce il Fondo Fiorenzo Serra) e gode del sostegno della Fondazione Sardegna Film commission - Fondo Filming Cagliari e Sardegna Solidale. «Quando ho potuto visionare la copia di lavorazione di “Uno sguardo alla terra” di Marcias – commenta Fabrizio Grosoli, direttore di “Visioni dal Mondo”, festival internazionale del documentario – mi sono reso conto di come l'energia del cinema di Fiorenzo Serra, misconosciuto anche da parte dei più attenti appassionati del documentario, fosse miracolosamente passata nel cuore e nella mente dei più grandi documentaristi di tutto il mondo e avesse prodotto potenti riflessioni sul cinema del reale oggi. Era una scommessa artistica un po' folle e forse impossibile. E invece Peter Marcias l'ha vinta pienamente».

I registi coinvolti – Vincenzo Marra, il catalano Jose Luis Guerin, la francese Claire Simon, l'israeliano Tomer Heymann, l’afghana Sahraa Karimi, l'iraniano Mehrdad Oskouei, il filippino Brillante Mendoza e il cinese Wang Bing, vincitore quest'anno del Pardo d’oro al festival di Locarno – hanno discusso sul significato di cinema del reale e soprattutto sul loro approccio al documentario. Esperienze diverse, stili e amore per la settima arte. Faranno parte del progetto e saranno annunciati a Milano anche Costanza Quatriglio, l’ucraino Sergei Loznitsa e due premi Oscar americani: Barbara Kopple e Frederick Wiseman, 87 anni e ancora attivo, tanto da portare in concorso all’ultima Mostra del cinema di Venezia il suo ultimo documentario. Dodici grandi autori per una discussione sul cinema a partire dal capolavoro di Fiorenzo Serra: “L’ultimo pugno di terra” con il quale racconta attraverso immagini di grande forza la situazione economica e sociale della Sardegna degli anni Sessanta. «Questo film – dice Peter Marcias – non è da intendersi come un biopic o un testo meramente celebrativo, bensì un complesso work in progress polifonico nel quale la prospettiva di Fiorenzo Serra si fa innesco di una riflessione filmica ambiziosa, ben più critica e intrigante sulla scrittura dell’intimo e del sociale, sul confine labile tra illusione di neutralità e sguardo soggettivo». Uno dei progetti più sentiti dal regista nato a Oristano che ha sempre guardato con ammirazione al lavoro di Serra.

Un nuovo documentario dopo aver
già realizzato negli anni “Ma la Spagna non era cattolica? (2007), “Liliana Cavani, una donna nel cinema” presentato a Venezia nel 2010 alle Giornate degli autori, “Tutte le storie di Piera” del 2013 sull'attrice Piera Degli Esposti e “Silenzi e parole”, uscito questa primavera.



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