E ora anche Lodè ha il suo primo dizionario

“Paraulas” dello scrittore Gino Farris ha raccolto e ordinato 13mila lemmi tipici del paese e una corposa serie di modi di dire

NUORO. L’ultimo arrivato, in ordine di tempo, è “Paraulas”, il vocabolariu lodinu di Zineddu de Lenterna, all’anagrafe Gino Farris. Appena pubblicato (StudioStampa Nuoro), è il primo dizionario del sardo di Lodè, paese dell’Alta Baronia, l’antica villa de Lotde o Locde al confine occidentale del giudicato di Gallura, nella curatoria di Posada, ora in provincia di Nuoro, al confine con quella di Sassari. Poeta e scrittore in limba, nato a Lodè nel 1946, Zineddu de Lenterna ha raccolto e ordinato ben 13mila lemmi tipici del paese, oltre a una corposa serie di modi di dire, «modos de narrer», confluiti nel vocabolariu lodinu-italianu e italianu-lodinu.

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Un lungo viaggio che parte naturalmente dalla prima lettera dell’alfabeto, «a», per cominciare a muoversi poi con «a bànda» (in dipsarte), «a ghìsa de... » (alla maniera di... ), «a pàpas cùas» (di nascosto, alle spalle, furbescamente), per finire con «zumbòsu» (gibboso, gobbo), «zùra» (area fabbricabile, lotto di terreno), «zuramèntu» (giuramento), «zuràre» (giurare) e «zùstu» (giusto, imparziale). «Tzertas paraulas las apo iscritas in sas diversas maneras chi las namos a sicundu s’impitu (acca, bacca, vreagliu, freagliu)» spiega l’autore. «Alcune parole le ho trascritte nelle diverse varianti d’uso (vacca, febbraio)». Il suo è un vocabolario specifico, dunque, un ricco vocabolario di paese tra le specificità dei 377 comuni della Sardegna. Che nulla toglie, comunque, al vocabolario della limba sarda comuna, lo standard che mette nero su bianco ovunque nell’isola, accomunando le singole varietà. Già protagoniste, del resto, di una moltitudine di vocabolari sardi che non hanno alcuna ribalta e che si fermano dentro i confini degli specialisti. “Su Guilcieri. Faeddos, fainas e ainas” a cura di Costantina Frau (Edizioni Condaghes, 2003), per esempio, è il dizionario specifico della regione storica che va da Abbasanta a Bidumajore, da Bilartzi, Boroneddu, Domusnoas, Norbello, a Paule, Sedilo, Soddie, Tadasuni e Tzuri. E ancora, tanto per elencarne un altro: il “Vocabolariu durgalesu italianu - italianu durgalesu” del noto poeta di Dorgali Gonario Carta Brocca (StudioStampa, 2010; ora anche online su www.vocabolariudurgalesu.it). (l.p.)
 

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