Per i Tenores di Neoneli gli applausi del Quirinale

Standing ovation dedicata al gruppo che si è esibito nella sala del Bronzino. Prima di Roma i concerti in Messico organizzati dall’Istituto italiano di cultura

SASSARI. Prima la mini-tournée in Messico (ospiti dell’Istituto italiano di cultura, con date nella capitale e a Zacateca) poi un concerto al Quirinale. È un novembre molto impegnativo per i Tenores di Neoneli – molto impegnati anche in studio di registrazione – ma che appena tornati da Oltreoceano, domenica scorsa hanno incantato il pubblico di Roma durante il loro concerto nella sala del Bronzino, al Quirinale, appunto. In diretta radiofonica europea per i microfoni di Radiotre Rai, dalle 11.50 alle 13 i tenores di Neoneli hanno raccontato le loro storie cantate, dedicate a diversi temi: a partire da quelli di stretta attualità, come ad esempio quello sulla violenza sulle donne, ma anche della tutela dell’ambiente, dell’emigrazione, della guerra. E non è mancato nemmeno il tributo a uno dei più grandi pensartori del Novecento, il sardo Antonio Gramsci, a ottant’anni dalla sua morte.

Il pubblico presente in sala ha sottolineato ogni brano con applausi scroscianti, evidentemente rapito dalle voci di Tonino Cau, Peppeloisu Piras («intramontabile usignolo del gruppo», come è stato definito), Angelo Piras e Ivo Marras, con gli strumenti di Orlando e Eliseo Mascia. Una lezione cantata su quanto anche le tradizioni popolari apparentemente più incomprensibili possano invece trasformarsi in vero veicolo culturale a tutto tondo. Non solo, quindi, fonemi nonsense talvolta tipici del canto a tenore, ma trasmissione di idee, contenuti attuali. Non solo melopee o lenta e composte melodie, pur suggestive e uniche al mondo, ma anche storie cantate, impegno culturale e civile.

Il conduttore della serata, Stefano Catucci, dialogando con Tonino Cau, ha preso per mano il pubblico e lo ha condotto in un percorso arcano quanto mai, ma anche consapevole della potenza della musica e del canto etnico. Ogni brano è stato presentato contestualizzando argomento e periodo, personaggi e modulo canoro.

Nelle storiche sale quirinalizie hanno così echeggiato note su Eleonora d’Arborea, Antonio Gramsci, Francesco Ignazio Mannu, Giulia Schucth. Tutte accompagnate dai ritmi a passu torrau, ballu tundu e gocios. Così, all’interno di un contenitore consolidato da decenni, come i “Concerti del Quirinale”, i tenores di Neoneli hanno dimostrato di starci benissimo e a buon diritto, in maniera del tutto congrua e cosapevole. Fanno fede da questo punto di vista i posti occupati dal primo all’ultimo, la richiesta di bis finale e, soprattutto, la lunga standing ovation a conclusione di un appuntamento che rende onore al lavoro e all’impegno dei tenores di Neoneli. Inoltre, dulcis in fundo, gli apprezzamenti pervenuti da parte della presidenza della Repubblica, che suggellano un pomeriggio senza precedenti per questo gruppo a tenore che da quarantuno anni è ambasciatori della cultura popolare sarda, e che invece
di adagiarsi soltanto sul passato sfida il presente e guarda al futuro anche grazie ai suoi testi impegnati.

Successo anche a Città del Messico e Zacateca, capitale dell’omonimo stato federale, dove il gruppo di Tonimo Cau ha eseguito tre concerti davanti a un folto pubblico.

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