«Le civiltà e il Mediterraneo» domani studiosi a confronto

A Cagliari un convegno promosso dalla Regione con l’Ermitage di San Pietroburgo Esperti arrivati da tutto il mondo analizzeranno le possibili nuove visioni storiche 

CAGLIARI. Un convegno internazionale dal titolo “Le Civiltà e il Mediterraneo” è in programma domani Cagliari negli spazi della Ex Manifattura Tabacchi. Con il coordinamento scientifico di Yury Piotrovsky, vice direttore del Dipartimento di Archeologia dell’Europa Orientale e della Siberia dell’Ermitage di San Pietroburgo, studiosi e esperti provenienti da importanti istituzioni museali si misureranno sulle possibili nuove visioni storiche del Mediterraneo quale snodo di popoli e civiltà, dando pieno risalto alla cultura nuragica, indagando relazioni e rapporti nel millennio 1800 - 800 aavanti Cristo.

La giornata di interventi vedrà il suo inizio alle 9.30 con i saluti dei rappresentanti della Regione, che ha promosso l’evento, per poi proseguire in due sessioni (dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17.30). Le conclusioni saranno affidate all’assessore Barbara Argiolas. Le sessioni di lavoro si misureranno su inedite e suggestive letture dei rapporti che si sono sviluppati nel Mediterraneo in senso centripeto e centrifugo verso il nord dell’Africa, la Penisola iberica e l’Italia, verso l’Illiria e la Grecia, nel Medio Oriente fino al Caucaso e oltre.

Coordinate da Maurizio Cecconi, amministratore delegato di “Villaggio globale international” e segretario generale di Ermitage Italia, vedranno gli interventi degli studiosi Yuri Piotrovsky del Museo Ermitage, Marco Minoja, Segretario Generale Mibact Lombardia, Nawroth Manfred del Museum for Pre and Early History-National Museums di Berlino, Paolo Giulierini del Mann di Napoli, Domna Terzopoulou dell’Archaeological Museum of Thessaloniki, Deni Tojčić del Museum of Croatian Archeological Monuments, Roberto Concas del Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, Zurab Makharadze del Georgian National Museum, Josep Albert Cortes i Garrido Fondation del Marq di Alicante, Carlo Luglié dell’Università di Cagliari e Fatma Nait-Yghil dell’Istituto Nazionale del Patrimonio e Musée Bardo di Tunisi. Momento di approfondimento scientifico e di dialogo multiculturale, il convegno intende essere una piattaforma di discussione capace di generare nuove visioni storiche del e nel Mediterraneo, sottolineando il ruolo di primo piano della Sardegna nel sistema di relazioni e rapporti che hanno disegnato le geografie di ieri e che oggi possono fare dell’isola un punto di riferimento per la ricerca scientifica e la produzione culturale.

Il giorno successivo, ossia sabato 2 dicembre, i relatori, insieme all’assessore regionale al Turismo Barbara Argiolas visiteranno una delle aree archeologiche più interessanti e significative di tutta l’isola, riconosciuta dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità: il sito di Su Nuraxi, a Barumini, che ospita il più rappresentativo tra i nuraghi complessi della Sardegna e che presenta una stratificazione culturale di oltre 2000 anni, per un periodo che va dal 1500 avanti Cristo al settimo secolo dopo Cristo. «Siamo orgogliosi – dice Argiolas – di organizzare in Sardegna questo confronto sulle civiltà del Mare Nostrum, con alcuni dei più titolati studiosi dei grandi
musei europei e del bacino mediterraneo. La sua posizione ha dato alla Sardegna anche la centralità nei movimenti, nei traffici mercantili e nello scacchiere strategico – militare fin dalle età più remote: lo dicono gli scrittori greci e romani, lo confermano i ritrovamenti archeologici.

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